Biblioteca: Letture invernali parte 4

Quarta puntata dei post dedicati ai libri che vorrei leggere.
Oggi vi parlerò di alcuni romanzi storici, molti dei quali li ho già letti e solo uno recensito.
Con questo freddo si sta bene in poltrona, davanti al camino e con un buon libro in mano.
Buone letture




Alvaro Gradella


L'aquila e la spada Parte I - L'inizio della fine.



Trama

Il Generale Magno Massimo è realmente esistito, così come la maggior parte dei contemporanei che leggeremo fargli da contorno nella trama: dagli Imperatori Giulio Valente e Flavio Graziano al Generale Teodosio il Giovane (futuro Imperatore), dal Vescovo di Mediolanum Ambrogio (futuro Santo e Patrono) all’Arcidruido Taliesin, e così via. Lo seguiremo, quindi, muoversi in un contesto del tutto congruo al proprio tempo (la fine del IV Secolo d.C.) e nel rispetto di quanto gli storici ci riportano di lui, nonché della situazione politica, militare e dinastica negli Imperi Romani d’Occidente e d’Oriente di allora.Il Generale Magno Massimo è realmente esistito, così come la maggior parte dei contemporanei che leggeremo fargli da contorno nella trama: dagli Imperatori Giulio Valente e Flavio Graziano al Generale Teodosio il Giovane (futuro Imperatore), dal Vescovo di Mediolanum Ambrogio (futuro Santo e Patrono) all’Arcidruido Taliesin, e così via. Lo seguiremo, quindi, muoversi in un contesto del tutto congruo al proprio tempo (la fine del IV Secolo d.C.) e nel rispetto di quanto gli storici ci riportano di lui, nonché della situazione politica, militare e dinastica negli Imperi Romani d’Occidente e d’Oriente di allora.Ma, Magno Massimo - uno degli ‘usurpatori’ più temuti della storia del tardo Impero (e per questo, non sfuggito ad una spietata Damnatio Memoriae) - fu prima di tutto l’ultimo Governatore delle Britannie. Egli governò quelle terre non solo difendendole dalle razzie crudeli dei Pitti e dei Sassoni con la forza militare, come si limitarono a fare i suoi predecessori, ma anche conoscendone e condividendone i riti e le tradizioni, i miti e gli incanti.Ma, Magno Massimo - uno degli ‘usurpatori’ più temuti della storia del tardo Impero (e per questo, non sfuggito ad una spietata Damnatio Memoriae) - fu prima di tutto l’ultimo Governatore delle Britannie. Egli governò quelle terre non solo difendendole dalle razzie crudeli dei Pitti e dei Sassoni con la forza militare, come si limitarono a fare i suoi predecessori, ma anche conoscendone e condividendone i riti e le tradizioni, i miti e gli incanti.
E se la storiografia romana ufficiale dell’epoca s’affrettò a cancellare ogni traccia di colui che era diventato il più fiero avversario dell’Imperatore Teodosio I (detto poi il Grande), al contrario la tradizione orale dei Celti di Britannia lo elesse al ruolo di indimenticato protagonista di più di una leggenda. Di lui, di Macsen Wledig, accompagnati dal suono cristallino delle arpe, i bardi avrebbero nostalgicamente cantato nei secoli a venire.E se la storiografia romana ufficiale dell’epoca s’affrettò a cancellare ogni traccia di colui che era diventato il più fiero avversario dell’Imperatore Teodosio I (detto poi il Grande), al contrario la tradizione orale dei Celti di Britannia lo elesse al ruolo di indimenticato protagonista di più di una leggenda. Di lui, di Macsen Wledig, accompagnati dal suono cristallino delle arpe, i bardi avrebbero nostalgicamente cantato nei secoli a venire.




Questo libro l'ho cercato, dopo averne perso la presentazione in una Feltrinelli vicino a casa, e dopo averlo acquistato l'ho letteralmente divorato. Qui troverete le mie impressioni su questo libro.







Excalibur: La spada dei Excalibur: La Spada di Macsen


Trama:

Chi fu il Comes Britanniarum Magno Clemente Massimo, protagonista di questo romanzo e del precedente “L’Aquila e la Spada”? Egli fu l’ultimo Governatore romano delle Britannie e ‘usurpatore’ temutissimo nel tardo Impero. Ma, soprattutto, fu una figura essenziale per la nascita dell’epopea di Re Artù e della sua spada Excalibur… anche se pochi – fra noi discendenti dei Romani – lo sanno!
I bardi di Britannia ne cantarono per secoli le gesta nella ballata “Breuddwyd Macsen Wledig” (Il sogno del Duca Massimo), contenuta poi nell’antica raccolta “Mabinogion”, unica traccia scritta delle leggende britanno-celte.
La sua spada, la Spada di Macsen, è stata favoleggiata come l’arma che sarebbe stata tratta dalla roccia, e chiamata Excalibur.
Goffredo di Monmouth, storiografo gallese del XII Secolo, nella sua fondamentale “Historia Regum Britanniae” – fonte primaria di tutta la ‘Materia di Bretagna’ e del ‘ciclo arturiano’ – fa addirittura affermare ad Artù che Magno Massimo era suo “parente stretto”.
Ed è in questo romanzo, come in “L’Aquila e la Spada”, che questa figura viene, come mai prima, svelata e messa in luce.
In un intreccio fra Storia scritta, Leggenda tramandata e Fantasia, fra visioni e incantesimi, battaglie e gesta eroiche, intrighi e tradimenti, Magno Massimo si confronterà con altri ‘giganti’ della sua epoca appartenenti alla Storia (l’Imperatore Teodosio il Grande, il Vescovo di Mediolanum Ambrogio, il retore Agostino, il monaco Martino…) e al Mito (il druido Taliesin, il principe britanno Cynan Meriadoc…)
Insomma, per la prima volta, questo romanzo narra di un retaggio finora misconosciuto dei quattro secoli di dominazione romana in Britannia: quel retaggio da cui – grazie a Magno Massimo – sarebbe nata, quasi un secolo dopo, la memorabile leggenda di Re Artù e di Excalibur.

Il romanzo “EXCALIBUR – LA SPADA DI MACSEN” – così come “L’Aquila e la Spada” di cui quest’opera è il seguito – trae origine dal racconto “La Terza Aquila”, anch’esso scritto da Alvaro Gradella e pubblicato nella raccolta “È sempre tempo di eroi”, edita nel 1998 da “Il Cerchio-Iniziative Editoriali”.

Il personaggio principale, il generale romano Magno Clemente Massimo, è una figura realmente esistita, come lo sono la maggior parte dei contemporanei che leggiamo fargli da contorno: gli Imperatori Flavio Graziano, Teodosio il Grande e Giustina, il Vescovo Ambrogio, il retore Agostino e il monaco Martino (futuri Santi della Chiesa Cattolica), e così via. Nella narrazione, quindi, lo vedremo muoversi e agire in un contesto del tutto congruo al proprio tempo (la fine del IV Secolo d.C.) e – in buona parte – nel rispetto di quanto gli storici ci riportano di lui, nonché della situazione politica, militare e dinastica negli Imperi Romani d’Occidente e d’Oriente.


Ho appena iniziato a leggerlo e posso solo dire per ora che è scritto con uno stile molto ricercato e le descrizioni, sia ambientali che storiche sono molto precise.


Gainsworth



AL SAL.TO. 2015 passai per lo stand della Gainsworth e tra i molteplici titoli che avevano ho deciso di acquistare i libri sottostanti in formato digitale. Un po' perché uscivo da una serie di delusioni letterarie su carta e un po' per risparmiare. Al SAL.to. vorresti comprare di tutto. Quell'estate mi ritrovai a leggere questi due libri che mi hanno letteralmente trascinato nella Roma antica con una dovizia di particolari e con una semplicità narrativa che mi ha trascinato capitolo dopo capitolo fino a finire il primo e volere iniziare il secondo subito dopo.
Colgo l'occasione per fare i complimenti a tutti coloro che erano alla stand per la disponibilità e l'affiatamento che si poteva respirare.




A.J. Flamel LA CONGIURA DI ISIDE


Trama:

Una serie di delitti efferati, compiuti secondo antichi rituali, terrorizza Roma. Quale intrigo si cela dietro l’orrenda fine del senatore Treboniano? Cosa spinge i membri della prima chiesa cristiana a dimenticare gli insegnamenti del loro Maestro, per gettarsi in una sanguinosa ricerca? Quali trame oscure si stanno tessendo contro l’Impero? Il pretore ed eroe di guerra Gaio Ticio Massimo è chiamato dall’imperatore Traiano a far luce su questi misteri, in un’indagine che metterà a rischio la sua vita e quella dei suoi cari. Un’avventura a ritmo serrato, scandito dalle festività romane, che porterà il lettore nel sottosuolo della Capitale e lo renderà testimone di una scoperta straordinaria che cela le sue buie radici nell'epoca dei primi re di Roma. “Si studiò nella superficie argentea e sistemò le balze della stoffa finché non fu soddisfatto del risultato. Alzò poi lo sguardo a incontrare gli occhi del suo viso riflesso. Per quanto l’artigiano avesse lavorato il metallo con straordinaria perizia, le microscopiche irregolarità deformavano quasi impercettibilmente l’immagine nello specchio, conferendo un senso di irrealtà allo sguardo di quel volto. Erano forse quelli gli occhi di un mostro? Un senso d’improvvisa vertigine lo colse. Inspirò profondamente, lasciando poi uscire l’aria dalle narici dilatate con estrema lentezza. No, era lo sguardo di un uomo a cui Roma e la storia avevano chiesto e tuttora chiedevano molto. La scoperta straordinaria che aveva fatto nel ventre dell’Urbe non era frutto di un caso, ma il chiaro segno della missione che gli antichi dèi romani gli avevano consegnato. Una missione che richiedeva volontà ferrea e dedizione. Che non concedeva spazio al riposo e alla pietà, neppure per gli amici e gli affetti più cari. Come unico premio, il potere, l’antico potere restaurato dei re dell’età aurea di Roma.”

GENERE: thriller 
FORMATO: brossura con ali
PAGINE: 282





A.J. Flamel IL TRONO DEI SERPENTI

Il pretore Gaio Ticio Massimo, ex generale vittorioso e celebrato eroe della guerra contro i Daci, viene convocato con urgenza dall'imperatore Traiano. Mentre venti di guerra soffiano dai confini orientali dell'Impero, dove il grande regno dei Parti sta radunando nuove forze militari, a Roma si incrociano le trame oscure di spie e agenti stranieri, sulle quali Massimo dovrà vigilare. Il ritorno di unvecchio nemico e un delitto inspiegabile coinvolgeranno ben presto il Pretore in una spirale di pericolo e mistero, mettendo alla prova le sue doti di soldato e di investigatore.

GENERE: thriller 
FORMATO: brossura alettata 
PAGINE: 200





Entrambi i libri sono ben scritti e la narrazione ha un ritmo ben strutturato. I personaggi sono caratterizzati molto bene e le indagini e i pericoli coinvolgono il lettore in un mondo antico e descritto con una capacità a metà tra la narrazione e la divulgazione competente.
Se dovessi dare un voto ad entrambi i libri direi che quattro stelle abbondanti se le meritano ampiamente.




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