BIBLIOTECA: Pestilentia

PESTILENTIA - Stefano Mancini
Editore: Astro Edizioni
ISBN: 978-8899768065
Formato: Cartaceo ed eBook
Pagine: 384
Prezzo: €13,99 - €2,49


SINOSSI
Un ragazzo in fuga da qualcosa che non doveva essere liberato. È l’inizio della fine.
Quattro secoli dopo, il mondo è un ammasso purulento. Una pestilenza ha spazzato via quasi ogni forma di vita, e il gelo ha stretto nella sua morsa gli ultimi superstiti.
Fantasy distopico e postapocalittico.

Quando la setta eretica della Mors Atra trafuga la più potente reliquia della Chiesa di Nergal, ultimo faro contro la decadenza, padre Oberon si ribella. E convoca Eckhard, devoto cavaliere della Fratellanza. Ispirato dalla fede, questi darà vita a uno spietato inseguimento sulle tracce della ladra Shree e del suo insolito compagno di viaggio, un eretico appartenente alla razza dei gha’unt.
Perché la reliquia va recuperata a ogni costo. O il suo terribile segreto trascinerà nel baratro la chiesa, condannando il mondo all’oblio.

TRAMA
La storia si dipana tra le vie cittadine e i destini di diversi personaggi. Eckhard, Shree, Vikas, Gleb, Aelis e i gha'unt, Nergal e i suoi sacerdoti.
Tutto inizia per le vie cittadine, Vikas ha appena rubato una misteriosa e preziosissima reliquia e a sua volta viene derubato da Shree.
Eckhard, integerrimo cavaliere della Fratellanza, viene incaricato del recupero della reliquia e la caccia si apre. Perché anche Vikas intende riscattarsi agli occhi del suo signore, colui che lo ha salvato da un destino che sembrava segnato. Il tutto si muove sullo sfondo di un mondo desolato, condannato, tra fame, miseria, carestia e pestilenza, la stessa che affligge il mondo da quattrocento anni. Ma cosa succede se un avvenimento porta alla luce fatti celati per interesse? Può il cuore di un cavaliere integerrimo come Eckhard mantenersi saldo nella fede e può Shree cambiare il suo essere dura e menefreghista per la vicinanza del diverso?
Tutti interrogativi che trovano risposta tra le pagine del libro e che non intendo svelare. Ci tengo alla pelle, eh.

PARERE
Se cercate un fantasy atipico in cui il buono non è buono come sembra e il ritardato diventa l'eroe di turno, dove non ci siano orecchie a punta e barbe intoccabili a ogni spron battuto e il mondo non sia ricco e fiorente rappresentato nella classica mappa, ecco che Pestilentia sicuramente fa per voi.
E' la prima opera di Mancini che affronto e sono curiosa di leggere ancora di lui, nel complesso la trama regge ed è ben sviluppata, oltre al finale di cui non posso che dire bene e niente di più per non spoilerare il libro. Lo stile di scrittura è fluido, talvolta tende a "sedersi" diventando un po' noioso, per poi riprendersi subito. Buono il vocabolario, anche se si son notate alcune limitazioni, pochi i refusi, per fortuna, a detta dell'editore in fase di definitiva eliminazione con una prossima riedizione del formato digitale.

L'ambientazione non viene molto spiegata, ma nel suo sfocato grigiore rispecchia perfettamente l'idea di un mondo volto non solo al declino, ma decisamente alla sua morte definitiva, sancita dal morbo che lo percorre e dall'inverno quasi perenne che lo chiude in una morsa letale. Quello descritto è un mondo post-apocalittico, ma non come quelli cui siamo abituati, è un mondo chiaramente fantasy che ha subito una pesante catastrofe. La società è una comunità allo sfacelo, raccolta attorno all'unica speranza dell'umanità, la Chiesa di Nergal, che sembra ancora riuscire a sopravvivere all'avanza della Morte Nera, il morbo che ha devastato il mondo e unita contro il nemico comune nel più becero dei razzismi violenti.
La trama è lineare su due fronti principali, uno che segue le vicende di Shree e Gleb, in fuga dal cavaliere Eckhard, l'altro è una ben calibrata lotta di potere e giochi politici all'interno del mondo ecclesiastico della Chiesa di Nergal; trama che risulta ben strutturata e congegnata, lineare e semplice, ma con i dovuti e misurati colpi di scena. Forse su alcune scene di inseguimento è un po' forzata per far andare le cose come dovevano andare, ma non se ne ha davvero una sensazione pesante e disturbante, sicuramente la cosa è personale in quanto sono fin troppo esigente io e trovo sempre qualche illogicità nei testi.
I personaggi sono ben approfonditi, crescono passo passo assieme allo svolgersi delle vicende, crescono come solo gli uomini sono in grado di fare e decidono di conseguenza, rendendosi artefici di un destino che appare ormai chiaro e ineluttabile, tuttavia cercano forse di cambiarlo o di completarlo.
Particolare la scelta di porre accanto alla protagonista, Shree, il personaggio di Gleb, un ragazzo che mostra quella che potrebbe essere considerata una forma di ritardo mentale, sotto molti punti di vista. Ed è fenomenale la crescita di questa figura che da secondaria diventa a tutti gli effetti comprimaria nello svolgimento della narrazione.
Ottimamente reso l'animo umano e fervente di Vikas, la giustizia cieca di Eckhard, il potentato del Sommo Padre.

Profonde e incisive le considerazioni di natura religiosa, sia di fede che di mera politica che vengono messe in campo, funzionali alla storia ma che indubbiamente instillano nel lettore parallelismi con la realtà e dubbi (legittimi o meno sta alla coscienza di ciascuno) sul sentire e sulla percezione che si ha della religione, qualunque essa sia, nella nostra vita comune. Alla faccia di chi ancora pensa che il fantasy sia un mero genere di intrattenimento per bambini incapace di dare messaggi profondi, su questo testo si potrebbero aprire infinite discussioni filosofiche e teologiche.
Il finale è da premio: è a dir poco atipico e qualunque cosa possiate pensare detto questo, sappiate che state sbagliando. Sappiatemi dire, nei commenti, se non è così. Io aspetto.

VOTO: 5/5



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