Brani: Morte nelle prigioni

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Una mattina nello studio di Archantes entrò correndo un uomo che si bloccò appena oltre l'uscio. In preda ad un automatismo la cucciola si sollevò dalla sua posizione a fianco del tavolo e allungò la mano ad afferrare la lama che era posta ai piedi della libreria mentre la maestra fece lo stesso con la lama che aveva sul tavolo.
"Maestra, abbiamo preso i due che avevano violentato la novizia due sere fa. Sono nelle prigioni." 
Il gesto delle due donne si fermò all'istante, Archantes voltò il capo verso la donna inginocchiata davanti alla libreria e vide che questa la stava già fissando e si aprì in un sorriso soddisfatto e crudele.
"Andiamo cucciola è ora di imparare cose nuove."
L'altra si sollevò con grazia e in un istante fu dietro alla sua maestra che stava passando a fianco dell'uomo in quel momento.
"Cucciola se ti sfiora usa le lame."
La cucciola guardò l'uomo negli occhi aprendosi in un sorriso sensuale, come le aveva insegnato la maestra e gli disse:
"Regola numero sette di Maat: Non fare danni che possano provocare dolore all'uomo."
L'altro la guardò stranito mentre Archantes, dopo un attimo di silenzio scoppiò in una risata piena di soddisfazione.
Passando per i corridoi ordinò alla prima novizia che incontrò di trovare Dada e mandargliela nelle prigioni. Al loro passaggio tutti si spostavano chinando il capo, il rispoetto ed il timore di Archantes era tale che anche i maestri la temevano. Archantes indossava la tunica bianca lunga fino alle ginocchia, bordata di oro e con lo stemma in oro di Seth sulla schiena e sul petto. La sua cucciola indossava una tunica nera che terminava di poco sotto le natiche, le maniche erano lunghe fino all'avambraccio, dove erano legate due custodie per lame in pelle nera. Ai piedi indossava un paio di suole legate al piede, e la veste era decorata da un nastro che le stringeva le forme del seno in modo da evidenziarle. Nell'insieme non sembrava una novizia ma una prostituta ma lei avanzava alle spalle del capo degli assassini di Avaris come se fosse la prima delle sue allieve, solo il capo era costantemente rivolto a terra. 
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Giunte nelle buie e asciutte prigioni della caserma degli assassini vi era una grande stanza, dal soffitto pendevano due corde alle quali erano legati due uomini completamente nudi. I corpi erano già parzialmente segnati dalle frustate del maestro di tortura. Quel locale era abbastanza grande e illuminato da molte torce fissate alle pareti e un paio di bracieri circolari che scaldavano l'ambiente.
Quando giunse Dada i due avevano già confessato al maestro di tortura di aver violentato e ucciso la novizia in un vicolo della città vecchia. Archantes guardava interessata la confessione dell'uomo sotto i sapienti colpi di bisturi dell'aguzzino mentre la sua cucciola assisteva in piedi e apparentemente indifferente a quanto accadeva intorno a lei. I due avevano sempre apprezzato le belle fanciulle e quelle con le tuniche sgargianti come quella delle assassine erano molto sensuali.
"Dada, uccidi quello di destra."
La cucciola spalancò gli occhi dalla sorpresa e si azzardò a tirare la manica della maestra che senza voltarsi riprese a parlare.
"Hanno violentato e ucciso in due una giovane, e già questo è un crimine. Sapevano che era una di noi e lo hanno fatto con maggior gusto, evidentemente c'è gente che non ci conosce o non ci teme come ha fatto notare Achencheres al consiglio. Questi saranno l'esempio."
Al sentire il nome del marito la cucciola ebbe un tremito ma riuscì a controllarsi percependo che la maestra non attendeva altro.
Dada estrasse le lame e iniziò a danzare intorno alla vittima tagliandolo in molte parti alcuni erano superficiali mentre altri molto profondi, ad ogni taglio corrispondeva un urlo. Dopo molto l'uomo aveva lasciato una pozza di sangue sotto di sè e le sue gambe ne erano ricoperte. Il suo compagno aveva finito le lacrime e tremava folle di paura sapendo che dopo poco sarebbe toccato anche a lui. Archantes fissava fredda la scena stando seduta su una sedia che le era stata portata e ai suoi piedi il suo animale da compagnia fissava la scena come le era stato ordinato, non era riuscita a mantenere la maschera fredda come la sua maestra. Continuava a ripetersi che quella ragazza doveva aver sofferto molto, più di quanto avesse sofferto lei a Menfi per colpa di Chets ma forse non meritava tutto quel dolore. Per alcuni istanti spostò lo sguardo a fissare gli strumenti appesi alle pareti fino a quando un urlo disumano la fece voltare verso l'uomo vedendo Dada che teneva in mano la mascolinità dell'uomo irridendolo e gettandolo davanti a lei, come se fosse una cagna e dovesse consumarlo. A quella vista un altro urlo si levò in quella stanza e la donna scattò in piedi e fece un salto indietro incurante delle conseguenze, quello era troppo, non era una donna quella era un demone.
Una lama sibilò nell'aria e affondò nel petto dell'uomo uccidendolo sul colpo. Archantes ritirò la mano e poi si rivolse alla sua cucciola che si era rintanata in un angolo ma quella non rispose tremando dalla paura. Nessuno parlò quando la maestra si levò in piedi e la chiamò ancora una volta ma quella non rispose. Archantes si mosse silenziosa e le poggiò una mano sulle spalle sentendola singhiozzare.
"Scusami maestra ma ... mi .... gl..gl"
"Lasciati andare cucciola."
Con un conato finale rigettò la colazione sul pavimento. Archantes l'aiutò ad alzarsi in piedi e poi iniziò a parlarle con calma.
"Forza cucciola, devono essere puniti per quello che hanno fatto giusto?" L'altra annuì in silenzio. "So che pensi che Dada abbia esagerato." Nuovamente la giovane annuì singhiozzando. "Basta che lo uccidi."
La cucciola si voltò verso la maestra fissandola con due occhi spalancati e uno sguardo sperso. 
"Forza cucciola hai detto che avresti fatto ogni cosa ti avessi ordinato."
La giovane tirò su con il naso, si ricompose e riuscì a riprendere il controllo comportandosi con fredda determinazione. Avanzarono fin davanti all'altro uomo che stava tremando di paura al vedere Dada pulire i coltelli.
"Come lo devo uccidere maestra?"
"Come preferisci cucciola."
L'uomo la fissò sconvolto, seguì ogni movimento con lo sguardo allucinato supplicandola di fare in fretta. La cucciola estrasse le due lame dalle custodie sugli avambracci e dopo averle impugnate lo fissò mettendosi nella posizione che Archantes le aveva insegnato, pronta per l'attacco.
"Prima il sinistro e poi il destro."
La voce della maestra le arrivò da dietro e comprese che le avrebbe lasciato fare a modo suo ma fino ad un certo punto, doveva esser veloce per farlo soffrire il meno possibile.
Vittima e carnefice si fissarono negli occhi quindi la seconda sferrò un affondo con il braccio sinistro conficcandogli tutta la lama nel torace e poi, fulminea, ruotò il busto e affondò anche il destro spaccandogli il cuore.
L'uomo rantolò dopo il primo affondo e poi spirò al secondo. Fissandolo estrasse una lama e la pulì nello straccio che Dada le porse e poi la ripose nella fodera. Lo stesso fece con l'altra ma lo sguardo che lanciò alla preferita di Archantes fu inequivocabile: puro odio.
Quindi si voltò e si inchinò alla maestra che le carezzò il viso soddisfatta.
Ho ucciso ma non ho causato terrore ... Che Maat possa mai perdonarmi, ho infranto la sua prima legge.





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