BIBLIOTECA: Il Tramonto della Luna 1 - Le origini della notte

Il tramonto della Luna Vol. I - Le origini della Notte di Andrea Micalone
Editore: Self-Publishing
Prezzo: gratuito
Formato: digitale ePub, PDF, mobi

Sinossi
Cosa sono le strane creature avvistate tra i ghiacci dai cacciatori di pinguini? Dove sono finiti i seimila abitanti della cittadina di Bardumillar, ridente borgo ai piedi delle montagne? E, soprattutto, chi è il ragazzo delle risaie dotato di incredibili poteri che la gente chiama il “Salvatore”? 
Da queste domande prende avvio il primo appassionante capitolo della saga che sta ridefinendo il fantasy classico. Tra battaglie campali e intrighi di potere, il “Tramonto della Luna” ha avuto inizio.

Trama
Levar Erloken è un giovane che vive con la famiglia nelle Paludi di Lymron a coltivare il riso. Ma è anche il Prescelto, racchiudendo in se tutti e sei i poteri magici come nessun altro al mondo, e li padroneggia tutti, anche se in modo ancora molto grezzo data la sua giovane età e la totale inesperienza. Vive nelle risaie, nel regno dei Nani, nella classe più povera al mondo ma non gli interessa: è innamorato ed è felice.
Ellendar è l’arcimago che lo sta cercando da tempo e che fatica non poco a convincerlo a seguirlo verso un futuro luminoso come novello mago supremo ma, soprattutto, come Eletto destinato a compiere l’antica Profezia.
Nel frattempo seguiamo anche le vicende nel regno dei Nani, dove da anni il re dei Nani Melior giace in coma sul suo letto a Ilan Kastonjel, la capitale, e parenti e uomini di potere vicini al trono si scannano per sedercisi sopra e prendere il controllo del regno. Durante la festa per un matrimonio reale dei Nani Grigi, atto a sancire l’unione di due casate regnanti e il reciproco sostegno, giunge al banchetto la notizia che al nord qualcosa di orribile sta succedendo.
Alcuni dei nobili e valorosi cavalieri dei vari Regni presenti alla festa si offrono volontari per effettuare una spedizione esplorativa e in breve si muovono, mentre Levar Erloken, una volta scaricato dall’amata che più di tanto non lo ama visto che non intende andare via con lui, finisce per farsi convincere ad andare via con il mago Ellendar e divenire suo apprendista.
Sentite le voci di quanto succede al nord i due si dirigono alla capitale del regno nanico per cercare supporto da un vecchio amico del mago, Aknaren Ovrindol, assurto al ruolo di guaritore reale, il cui compito è quello di trovare una cura per il re morente, ricerca finora senza successo. Giunte le voci della morte del principale erede al trono dei Nani, e visto il rientro della missione esplorativa dopo i tragici avvenimenti a cui i superstiti hanno assistito, i due si operano per muoversi assieme al Salvatore alla volta di DDD, luogo sacro in cui solo centinaia di anni prima si erano riuniti tutti i rappresentanti dei popoli nel deliberare all’Assemblea degli Alti Patti, nel territorio sacro e neutrale di Ilan Tul.
Riuscirà il giovane Levar Erloken a tener fede all’appellativo di Salvatore?

Parere
Per ottenere un buon fèntesi made in italy da un self-publisher, c’è una ricetta sicura, la seguente:

Ingredienti
1 Eletto
1 Profezia
1 Arcimago potentissimo e sicuro di sé
1 Fidatissimo amico
1 po’ di sano tradimento
1 o più guerrieri integerrimi
Abbondanti creature oscure per un Armageddon coi fioccchi
1 colpo di stato per la guarnizione

Prendete il tutto, mischiatelo per bene dosando con cura gli ingredienti e ricordate di porli nel corretto ordine, inframezzando l’avanzata delle oscure creature dedite alla totale e indefessa distruzione agli altri ingredienti per rendere il tutto ben amalgamato.
Mescolate per bene, seguite la banale costruzione della storia dal finale scontato e avrete ottenuto un puro e semplice fèntesi made in italy.

Ora, prendete questo primo volume – Le Origini della Notte – della saga de Il Tramonto della Luna e tenete bene a mente tutto quanto finora detto per un classico fèntesi all’italiana, e cominciate a leggerne la storia.
Banale. Lineare. Prevedibile.
Le origini della Notte mette tutte le premesse per un seguito o una serie di seguiti fin dai primi capitoli. La trama è semplice e vista tante di quelle volte che, insomma, la ricetta di cui sopra è perfetta. 

Ma.

Beh, ovvio che c’è un MA, sennò la recensione sarebbe già finita qui, vi pare? Gh.

Bisogna dare atto a Micalone di essere davvero bravo. 
Premesso quanto sopra per l’originalità della storia, bisogna dire che il linguaggio si presenta curato, vi è una totale assenza di refusi ed errori, segno questo di un editing molto attento, lo stile è fluido e avvincente, mai noioso, mai spezzato, interruzioni di capitolo al punto giusto da invogliarti solo a continuare a sfogliare quel libro per continuare a scoprire gli eventi, anche se ci sembrano banali, anche se ci sembrano prevedibili.
Questa è bravura, classe, stile. Questo è scrivere, perché per quanto può essere banale e prevedibile la storia, la bravura dello scrittore, il suo stile fluido e coerente e la sua preparazione, sono quelli che ti tengono inchiodati alle pagine. E non è da tutti, no.

I personaggi sono appena tratteggiati, ma escono prepotentemente dalle pagine delineando la loro forte personalità, la loro incertezza, l’astuzia politica e la capacità non soltanto combattiva o magica, ma anche il loro essere profondamente umani. Non incarnano mai uno stereotipo preconfezionato della razza a cui appartengono, risultandoci molto più simpatici e anche questo è un pregio non da poco, uscire dagli schemi triti e ritriti delle razze.

La storia come detto è banale e prevedibile, Levar sa di padroneggiare tutti e sei i poteri magici e l’arcimago Ellendar da anni lo sta cercando perché la Profezia parla di un Prescelto che grazie alla sua magia suprema fermerà l’Orondrost, la Fine del Mondo, Il Tramonto della Luna, la nascita della Notte eterna. 
Intanto si sviluppano gli eventi a Nord e bisogna dare atto all’autore alla bravura di intrecciare i capitoli in modo da non dare troppo seguito a una o all’altra parte della storia, sviluppando i combattimenti con toni epici e dando perfettamente l’idea del senso di ineluttabilità che provano Airalos e i suoi compagni che affrontano i mostri sconosciuti che lì sono comporsi; l’autore bilancia molto bene gli eventi, fino alla conclusione nella sala del Maracan, durante lo svolgimento dell’Assemblea degli Alti Patti.

E qui… Beh, qui prendete la ricetta di cui sopra. La ricordate? 
Bene. 
Come dicevo, per un buon fantasy all'italiana, scritto come si deve prendete gli ingredienti di cui sopra, mescolate ben bene il tutto e…

Buttatelo nel secchio.


Quanto ci offre Micalone nel finale è qualcosa di estremamente imprevisto, assolutamente originale e dannatamente fuori da ogni schema. Qualcosa che ci fa amare alla follia tutta la banale prevedibilità delle pagine precedenti e fa fremere le dita alla ricerca dei seguiti.


Voto: 5/5

1 commento:

  1. Ti ringrazio moltissimo per la recensione!
    Hai colto bene il punto focale a cui volevo portare il lettore.

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