BIBLIOTECA: Hunger Games 3 - Il canto della rivolta

Hunger Games - Suzanne Collins
Editore: Mondadori
ISBN; 9788804632245
Edizione: Oscar Mondadori (Best Seller)
Pagine: 421 - brossura
Prezzo: €13,00

Sinossi
Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.

Trama
Si entra nel vivo della storia, del suo momento topico.
Seguiremo Katniss nel suo percorso di rivolta che, dopo l'epilogo mozzato dell'episodio precedente, si troverà suo malgrado a combattere una guerra contro il sistema, tra inaspettati - e sospettosamente preparati - alleati e insospettabili nemici.
Tra colpi di scena a spot TV e morti reali, ci troveremo a seguire Katniss tra le strade di Capitol City nel suo cammino di fuoco, di rivalsa e di rivincita, all'inseguimento di una vendetta dapprima inconscia e poi sviscerata nel corso delle tragedie che la colpiscono inevitabilmente.

Parere
Il più sottotono dei tre romanzi, mai come in questo la linearità di trama risulta - dopo il primo colpo di scena con il risveglio della protagonista nel (SPOILEEERRR) Distretto 13.
La storia di Panem si apre ai nostri occhi da una nuova prospettiva e i cattivi sembrano sempre più cattivi mentre i buoni, via via che si va avanti nella lettura, sfumano in confini di grigio che ce li fanno amare per la loro umanità e odiare per il cinismo (tutto umano) con cui pianificano attacchi e rivolte.
A differenza dei primi due è il peggiore dei libri e, a parte il finale scontato volto in un epilogo di cui si sarebbe fatto volentieri a meno per la forzosità con cui sono stati trascinati gli eventi, per tutto il libro abbiamo una protagonista che ha ben poco di protagonismo per quasi tutto il libro, mostrandosi invece niente di più di quello che Capitol City voleva per sé e che invece hanno ottenuto i ribelli: un simbolo, una bella bambolina da mettere in esposizione, ma non troppo.
Gli sprazzi di Katniss sono pochi e tutti scemi, quasi che a dispetto delle idee dell'autrice, la ragazza tentasse in tutti i modi di por fine in modo dignitoso a una storia trascinata per le lunghe con un'azione suicida ben spettacolarizzata.
Ahinoi non funziona e la marionetta Katniss continua a raccontarci per oltre 400 pagine tutte le ingiustizie e macchinazioni che subisce. Sul finale ha un paio di sprazzi da vera eroina per cui era tacciata, sia dalle trame precedenti sia dall'atmosfera (finta) di tutto questo romanzo, con due iniziative fuori dagli schemi che la mostrano per la ribelle che dovrebbe essere, ossia allergica a qualunque forma di sottomissione, che sia di Capitol City o delle alte sfere del Distretto 13 redivivo.

Pur avendo sempre lo stesso stile, accattivante e tutto sommato mai monotono, pur rivelandosi comunque una buona lettura da ombrellone (niente di più), questo romanzo chiude una trilogia buona ma di cui, sinceramente, non si sentirà la mancanza e di cui si poteva benissimo fare a meno.

L'epilogo, infine, risulta di un forzato e melenso da far sbuffare anche me. 
Vero o falso?
Vero. 

Voto: 2/5

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