STORIA: I tatuaggi delle sacerdotesse di Hathor

Articolo tradotto da Ancient-origins.net


Era conosciuta come la Madre di Dio e la Figlia di Dio, l'Occhio di Dio, la Creatrice dei Raggi del Sole, l'incarnazione dell'essenza ciclica della vita. Lei era la Signora dei Confini, o colei che allargava i confini dell'universo, e la Signora dell'Occidente, che dava il benvenuto alle anime nella vita oltre la morte. Lei era la dea della fertilità e assisteva le donne nel parto. Lei era Hathor, la Vacca Celeste, le cui zampe formavano i pilastri del cielo, e la Via Lattea correva attraverso il suo ventre.

Si crede che la venerazione di Hathor risalga ai periodi pre-dinastici e infatti essa può rappresentare molte delle primeve divinità femminili originali come Bastet, Sekhmet e altre, combinate nella stessa figura. Le divinità femminili gradualmente divennero meno importanti quando divenne predominante una società agraria complessa, e la progressiva affermazione della possessione di terre e beni esaltò gli dei maschi che rappresentavano il potere attraverso la forza fisica. La dominazione maschile della società spinse via il sacro femminino e cominciò la sua sistematica rimozione da praticamente tutte le religioni sulla Terra. Quando gli dei non furono più femmine, anche le donne ebbero poco o nessun potere, seconde rispetto ai maschi che erano immagini del divino...ma non è sempre stato esattamente così. Una volta c'era equilibrio tra le due cose e molte delle divinità più antiche erano viste come portatrici di una natura dualistica, incarnando sia il maschile che il femminile. Il culto di Hathor dipinge un vivido quadro di questo tipo di transizione, dal tempio della divinità più grande, della Madre del Tutto, alla moderna percezione di un culto di "prostitute tatuate".

Hathor era una degli dei più importanti dell'antico Egitto, e rimase importante fino al Medio Regno (1987 a.C. - 1780 a.C.) quando il valore delle divinità femminili svanì e con esso il ruolo delle donne nel sacerdozio. I templi di Hathor forse erano tra i pochi a permettere alle donne di avere lo stesso rango degli uomini, ma a partire dal Nuovo Regno (1552 a.C. - 1069 a.C) solo gli uomini sembrano poter detenere il titolo di sacerdote, e le donne appaiono relegate al ruolo di shemayet, musiciste. 
 

É proprio questa tendenza della marginalizzazione delle donne nei templi che ci accompagna per tutta la strada fino agli ultimi anni del 19° secolo, quando molte mummie femminili tatuate vennero scoperte. Prima di questa scoperta solo i dipinti nelle tombe e sulle ceramiche erano la prova che alcuni egiziani erano tatuati. Precedentemente, piccole figurine femminili in faience mostravano segni di tatuaggio sulle cosce, i polsi, l'addome e la parte superiore del corpo erano state scoperte nelle tombe, e i tatuaggi sulle mummie appena scoperte erano nella maggior parte dei casi identici a quelli di queste figure. Di colpo divenne ovvio che le statuine raffiguravano tatuaggi reali e che il loro significato potesse essere condotto alle sacerdotesse di Hathor.

Le figurine vennero trovate in tombe sia femminili che maschili, ma le mummie tatuate erano solo femminili. La funzione delle figurine in faience venne ipotizzata essere parte di incantesimi di fertilià, amuleti per assicurare un buon sesso al morto nell'oltretomba, o per rappresentare un ideale femminile; ma, considerando che Hathor era la Signora dell'Occidente. che dava il benvenuto ai morti, sembra che le figurine possano rappresentare Hathor stessa o la sua rappresentazione terrena, e servire come guida per il defunto.

Quando le donne tatuate vennero scoperte, la maggior parte degli accademici pensarono a loro come conne di basso rango, probabilmente prostitute, danzatrici o magari concubine regali, visto che l'area in cui vennero trovate, Deir el-Bahari, era il sito delle sepolture regali o comunque di alto rango.
La più famosa di queste mummie tatuate è Amunet, Sacerdotessa della Dea Hathor. La mummia di Amunet venne scoperta nel 1891 dell'egittologo francese Eugene Grebaut, e da tutte le fonti si legge che i tatuaggi venivano visti come piuttosto sensuali; naturalmente, a quel tempo anche i vitini di vespa erano considerati sensuali, e bisogna vedere la reazione alla cosa nel suo contesto all'interno della morale vittoriana.

Non tutti, comunque, si lasciarono trascinare in visioni di bellissime danzatrici, i corpi tatuati curvi in danze sensuali mentre piroettavano tra i fumi dell'incenso, trasportate in stati di trance dalla musica dei sistri; no, uno degli uomini che parteciparono all'esame delle mummie - un medico illustre - vide di più: una ragione medica per quei segni.

Il dottor Daniel Fouquet suggerì nel 1898 che i tatuaggi non erano ornamentali, ma terapeutici, e venivano fatti probabilmente per il trattamento delle peritoniti croniche dell'area pelvica. Nonostante la lodevole asserzione, rimaneva l'insinuazione che l'avere simili infezioni implicasse che queste donne fossero prostitute, o comunque donne sessualmente molto attive.
La verità è che molte delle sacerdotesse erano mogli, sorelle e figlie dei sacerdoti, degli alti ufficiali e anche dei faraoni: così, se veramente l'approccio sessuale faceva parte del loro culto, non dovrebbero essere giudicate dalle attuali morali religiose. Inserire su questi elementi della loro vita credenze moderne, o in questo caso vittoriane, non è solo maleducato: è mala scienza. I dottori, e probabilmente la maggior parte degli uomini di epoca vittoriana, pensavano alle paurose, oscure e infere parti del sistema riproduttivo di una donna come un luogo misterioso e impuro, così primitivo e primordiale che era meglio starne lontani, così naturalmente portarono questi pregiudizi nelle loro "erudite" descrizioni delle sacerdotesse.

Adesso, facciamo un passo indietro e vediamo le sacerdotesse non come puttane del tempio ma come persone dotate di potere legittimo nel loro proprio diritto, e consideriamo la loro sessualità come manifestazione di fertilità e strumento di nuova vita: ci saranno dunque rappresentanti di Hathor sulla terra, che guidano e proteggono le donne durante il pericoloso processo del parto, un processo che richiede assistenza sia spirituale che medica. Il fare sesso, la gravidanza e il parto sono tre parti di un ciclo inseparabile, e l'ultima parte di esso, il parto, era per le donne dell'antichità una danza con la morte che spesso le lasciava in viaggio verso l'oltretomba. Il fare bambini era essenziale per il successo in tutte le culture e le sacerdotesse di Hathor erano probabilmente lì, per proteggere e assistere le donne in questo pericoloso processo.


I tatuaggi di Amunet sono posizionati sulla sua zona pubica superiore e coprono la parte bassa dell'addome, parte del torace e la zona sotto al seno sinistro. Altri tatuaggi sono al di sopra della giuntura del gomito, sulla spalla sinistra e sulle sue cosce. Molti di questi tatuaggi sono in forma di lineette, punti, e cerchietti concentrici sull'addome. É importante notare che i tatuaggi più "carnali", come sono stati definiti, non portano l'attenzione sui genitali, bensì coprono gli organi riproduttivi...non le parti sessuali.

Questi tatuaggi dimostrano forse che gli antichi avevano conoscenze sofisticate di agopuntura e delle connessioni neurali del corpo umano? Venivano utilizzati come terapia del dolore durante il parto, o forse per indurre al parto per tentare un travaglio più sicuro? Le sacerdotesse di Hathor erano le custodi di antiche conoscenze mediche per aiutare le donne a sopravvivere al parto?
L'agopuntura è tuttora usata durante il parto e molti studi medici dimostrano che è utile per la riduzione del dolore. La magia simpatica è anch'essa certamente parte delle funzioni del tatuaggio, proteggendo simbolicamente le aree del corpo, ma la natura dei disegni è molto simile ad altri esempi di tatuaggi medicinali come quelli trovati su Ötzi o sull'Uomo di Pazyryk, e credo che studi più oggettivi sulla posizione dei tatuaggi sulle mummie delle sacerdotesse possano dirci molto di più sui loro ruoli nelle vite dei devoti ad Hathor.

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