OPINIONE: Odio aver sempre ragione

L'annuncio era stato forte e roboante in quel 13 dicembre scorso, io stessa ne avevo parlato con sarcasmo e scetticismo appena tre giorni più tardi, dopo essermi trovata la bacheca di faccialibro invasa da link su link di amici scrittori e, soprattutto, amici lettori entusiasmati da questa legge.

Bubbole.

Lo dicevo io che non poteva essere diversamente. Siamo in Italia, no?
Ecco che, quatta quatta, arriva la smentita, sotto forma di emendamento alla legge in questione che di fatto cancella la possibilità di detrarre le spese per i libri. Che, a conti fatti, sarebbe stata una manna dal cielo soprattutto per le famiglie in difficoltà che devono pure acquistare i libri di testo per i propri ragazzi. O per gli studenti universitari, per esempio.

E invece, come al solito, mi trovo a odiare me stessa, per aver avuto ragione per l'ennesima volta.
La legge è stata una farsa, una grandissima presa per i fondelli con l'unico fine di ottenere consensi mediatici, come se questi emendamenti successivi non si sarebbe poi risaputi. Beh, effettivamente considerando dove stiamo e che razza di popolo imbecille siamo, non me la sento di dare torto ai furbetti della poltrona. Questa notizia avrà molto meno risalto in rete, sarà criticata, ci sarà il classico strascico di lamentele e rimbrotti, toni accesi e insulti volanti ai politici, ma di fatto si concluderà tutto come al solito: con un nulla di fatto.
A noi piacioni della rete e di faccialibro ci interessa il sensazionalismo del momento, mica fare le cose sul serio. Quelli che vogliono fare le cose sul serio, in Italia, vanno all'estero dove possono farle davvero.

"I contribuenti Irpef italiani potenzialmente beneficiari dello sconto fiscale (al 19 per cento) sono 29 milioni. Quindi lo sconto fiscale massimo, se tutti ne volessero usufruire, sarebbe pari a 50 diviso 29 milioni: 1,27 euro. Impossibile, allora, gestire le potenziali perdite di gettito, contenendole all´interno dello stanziamento previsto."

Eh, accidenti, era complicato fare due conti prima di sbandierare ai quattro venti le cose. Se il contributo europeo è di 50mln di euro, forse che forse era facile intuire la difficoltà di mettere in pratica tale detrazione. D'altronde, con i tagli alle scuole, anche la matematica sta diventando un'illazione.La legge viene così modificata per rimborsare tale detrazione ai librai e non più ai cittadini, in pratica, come recita il Sole 24 Ore, "a beneficiarne saranno solo gli esercizi commerciali. A patto che riconoscano uno sconto del 19% agli studenti delle superiori che si presenteranno con un buono lettura rilasciato dai presidi".
Certo, e considerando la situazione attuale dell'economia del libro, immagino quanto felici saranno i suddetti librai che del 30% (quando va bene, ma mooolto bene) del prezzo di copertina devono già lasciarne il 70% allo stato in forma di tasse varie.

Però bisogna ammettere la buona volontà di questo emendamento che non esclude più gli ebook. Eh, già, gli esercizi commerciali che vendono eBook... pieno così in Italia e nel mondo vero? Chi vuole spiegare al ministro Zanonato che gli eBook si vendono in formato digitale su internet e non a scaffale in libreria?
Piuttosto misera, insomma almeno a mio avviso, la giustificazione del ministro delle farse culturali del paese dei balocchi, non c'è da indignarsi, in fin dei conti, basta considerare che nel Paese in testa alla lista di patrimoni dell'umanità - abbandonati al proprio destino di degrado e invecchiamento e lasciati inermi, vittime dei vandali ignoranti - la riforma della scuola cancella le ore di Storia dell'Arte. Chissenefrega di conoscere la storia del patrimonio artistico che abbiamo, in fondo... gli italiani d'Italia (quelli all'estero sono considerati eccellenze, quindi sono esclusi) nel mondo si riconosco per quattro cose fondamentali: pizza, mandolino, mafia e bunga-bunga.

Odio aver sempre ragione. Che me la detraggano dalle tasse al 19%?

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