Iliade 03

Con questa terza parte dell'Iliade continuiamo il nostro viaggio nella leggenda, nella storia narrata e adattata in modo da essere resa più avvincente, più epica.










Ricominciamo con una nuova introduzione di Baricco che analizza il tipo di scrittura dell'Iliade e del pubblico a cui era rivolto: i ricchi, era una guerra di ricchi, di nobili e non di personaggi secondari. E lui decide di far parlare i poveri. E infatti nella prima parte sentiamo la nutrice che ci racconta del rientro di Ettore dalla battaglia attraverso le porte Scee. Le parole della donna interpretano le paure e i pensieri delle popolane vedendo come si comportavano e vivevano gli altri. Bellissimo lo scambio tra Ettore e Andromaca interpretato dalla nutrice che riporta perfettamente i sentimenti di una donna in pena per l'uomo che ama e che sta per andare nuovamente in battaglia. La scena di Ettore che prende in braccio il figlio affidandolo agli dei insieme alla madre che piangeva e sorrideva.


Le porte Scee erano le porte che permettevano l'ingresso alla città di Troia e nel mito furono costruite da Poseidone e Apollo. Erano delle porte costruite con uno stipite avanzato e su un piano superiore rispetto all'altro in modo da obbligare una manovra d'attacco che esponesse il fianco ai difensori.


Ettore scende in campo e sfida i principi achei ad una sfida contro di lui e Menelao, fratello di Agamennone accetta la sfida. Alla fine saranno Ettore ed Aiace a combattere ma lo scontro si ferma con la parità e i due si scambiano le armi e quella sera al campo Nestore spiega la sua idea di chiedere un giorno di tregua per avere il tempo di costruire un muro a riparo delle navi in modo da difenderle.

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