BIBLIOTECA: Il mio nome è Nessuno - Il giuramento

Valerio M.Manfredi - Il mio nome è Nessuno - Il Giuramento

Hardcover 353 Pagine 
Edizione: 1 
ISBN-10: 8804622873
ISBN-13: 9788804622871
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: Nov 01, 2011

Sinossi
Tutti noi abbiamo la sensazione di ricordare da sempre le gesta di Odysseo, ma in questo romanzo, attingendo all'immensa messe di miti che lo vedono protagonista, Valerio Massimo Manfredi porta alla luce episodi e personaggi che non conoscevamo, ci regala la viva emozione di scoprire un intero universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate. Ci mostra come accanto a quel personaggio fluisca gran parte dell'epos greco: Alcesti, le fatiche di Herakles, i sette contro Tebe, gli Argonauti, oltre ai due poemi di Omero. Odysseo non si erge solitario tra le ombre di dei e guerrieri, ma il suo intero percorso di formazione, le sue radici familiari, gli epici racconti di cui è nutrito dal nonno-lupo Autolykos e dal padre argonauta, i dialoghi con Herakles e Aias, gli incontri con la misteriosa Athena dagli occhi verdi, ogni dettaglio dà corpo a un racconto profondamente sorprendente. Con assoluto rigore ma anche con una vibrante adesione a questa materia "in continuo movimento", Manfredi compie la scelta forte di affidare la narrazione proprio a colui che disse di chiamarsi Nessuno: una voce diretta, potente, scolpita nella sua semplicità. Una voce dal fascino assoluto, una storia incalzante come i tamburi di guerra, tempestosa come il mare scatenato da Poseidone, piena di poesia come il canto delle Sirene.

Trama
Dunque, la storia del mitico Ulisse bene o male la conosciamo tutti, ma poco in realtà si sa della sua vita prima dell'Odissea, ossia del suo faticoso e periglioso viaggio di ritorno verso casa.
In questo libro l'autore, maestro del genere storico, narra la vita di Odisseo (originale greco di Ulisse per chi ancora non lo sapesse), personaggio di cui si è sempre detto molto affascinato.

La storia inizia con Odisseo bambino, le sue giornate nel palazzo a Itaca, il viaggio con il padre argonauta (Laerte, per chi... lo avesse dimenticato) in visita ai vari principi, l'incontro con Penelope ed Elena (si, quella di Troia, proprio lei) in giovane età.
Durante quel viaggio Odisseo studia e commenta con il padre i vari avvenimenti, anche i più insignificanti.
Anni dopo un Odisseo più maturo incontra durante un altro viaggio con il padre la bellissima Elena e capisce perché molti principi incontrati lungo la via sarebbero disposti ad arrivare alle armi per lei. Ignaro che la bella Elena si è invaghita proprio di lui, il giovane propone al padre e ai principi un giuramento: saranno tutti uniti e non faranno mai nulla per andare contro il volere della fanciulla e non oseranno mai levar la mano contro l'uomo che lei sceglierà.
In quel periodo Odisseo incontra l'amore, Cupido scaglia le sue frecce su di lui e Penelope e quando Elena si rende conto che l'unico uomo che desidera è invece innamorato di sua cugina, sceglie di sposare Menelao, covando in cuore - e giurando - vendetta per lo smacco subito.
L'idillio matrimoniale di Odisseo e Penelope dura poco, però: Elena incontra Paride durante una missione diplomatica del principe troiano e fugge con lui.
I principi si uniscono sotto un'unica bandiera, ma sarà Odisseo insieme a Menelao ad andare a Troia per reclamare la restituzione della sposa rapita, restituzione che non avviene anche grazie alla volontà stessa della donna che spera così di vendicarsi di Odisseo rimandando indietro il principe di Itaca con il suo fallimento. Da qui la chiamata alle armi di tutti i principi che hanno partecipato al giuramento e l'inizio dell'immane battaglia narrata nell'Iliade e rivista dall'autore passo passo fino alla sua fine e all'inizio del ritorno (tribolato) in patria del nostro eroe.

Parere
Ecco, se dovessi dire la mia in una sola parola, direi: noioso.
Ma veramente noioso, siamo alla stregua de "L'armata perduta".
Tra le varie pubblicazioni di Manfredi che ho letto credo che questa sia una delle peggiori, assieme alla summenzionata "L'armata perduta".
Caratteristica tristemente comune ai due libri, oltre alla noia, è la narrazione in prima persona che, lasciatemelo dire, proprio non si confà allo stile fluido e coinvolgente che l'autore ha saputo dare alle altre sue opere.
In "Idi di Marzo", pur sapendo benissimo come sarebbe andata a finire la storia, fino all'ultimo paragrafo ti ritrovi con il protagonista a cavalcare forsennato per portare il ferale messaggio di avvertimento, sperando con lui di salvare Cesare; ne "L'impero dei draghi" stringi i denti durante la detenzione dei legionari e piangi con loro la morte dell'imperatore. La maestria di Manfredi dimostra in queste opere quanto sia in grado di rendere coinvolgenti i suoi scritti, eppure in questo libro non raggiunge nemmeno la superficie delle emozioni, seppur usa un escamotage stilistico che in teoria dovrebbe rendere il lettore protagonista di ciò che legge, usando la narrazione in prima persona. Ma questo ahimè non avviene, donando a tutte le 353 pagine una pesantezza di lettura che ho trovato estremamente deludente.
Sebbene lo stile di scrittura sia comunque fluido e ai più appassionati delle opere di questo autore piacerà di sicuro, la ricercatezza dei vocaboli usata nella narrazione e l'insieme dei dialoghi piuttosto piatti hanno reso tutto l'insieme monotono e ripetitivo come ne "L'armata perduta". 
Ripercorrere poi passo-passo l'Iliade non aiuta, certo la maggior parte dei lettori potrebbe non averla letta e questa è una rivisitazione romanzata tutto sommato fatta bene, ma per chi invece l'ha letta, studiata e amata diventa un'ulteriore fattore di noia.
I personaggi risultano piatti e senza grande scopo se non quello di esaltare il protagonista, è una caratteristica che ho incontrato spesso nelle narrazioni in prima persona: dovendo calare il lettore nei panni del personaggio principale, questo stile preclude una panoramica sugli altri personaggi, un loro approfondimento e quindi vincola il lettore ai soli pensieri del protagonista impedendo ai comprimari di prendere corpo in modo tridimensionale e realistico.
Mi spiace, ma il voto questa volta è pessimo, seppur l'autore sia (e resti) tra i miei preferiti.

Voto: 2/5

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