Baricco 01

Tutto ebbe inizio per destino: ho avuto modo di ascoltare l'Iliade organizzata da Baricco in un'interpretazione che mi ha veramente appassionato grazie all'interpretazione fantastica di alcuni attori che hanno dato voce agli eventi e ai personaggi dell'epica.
Dopo aver ascoltato alcune puntate ho pensato di condividere con i nostri lettori quest'opera molto interessante e che merita di essere conosciuta per il nuovo modo di divulgazione di un

Quando avevo in mente di scrivere alcuni post sull'Iliade letta da Baricco mi sono chiesto chi potesse conoscere così bene un autore, o meglio un istrione del calibro di quest'uomo e ancora una volta il Fato mi ha aiutato utilizzando i contatti dei potenti mezzi tecnologici che questo mondo utilizza. Scambiando alcune battute con Silvia Sly Borghi (già ospitata nei nostri post per i suoi libri: Love Match e Senso unico alternato) che mi ha ricordato come lei ami questo autore. Ovviamente le è risultato naturale offrirsi per regalarci la bellissima introduzione, descritta come l'incontro con una persona con la quale ha vissuto una crescita parallela. 

Ma ora lascio la parola a Silvia:


Ho incontrato Baricco per la prima volta nella mia libreria preferita di Mestre… Ciò che mi colpì fu il titolo del libro: Castelli di rabbia. Avevo poco più di 20 anni e quel titolo riassumeva tutto il percorso dall'infanzia alla giovinezza, passando per l’adolescenza, che avevo appena affrontato con non poche difficoltà. Castelli di rabbia: un misto di voglia di gioco per restare piccini e di desiderio di ribellione per voler crescere.
A quel tempo era già uscito anche il secondo libro di Baricco: Oceano mare. Se già il mare di per sé è una potenza illogicamente infinita e dolce, questo titolo amplifica ogni onda rendendocela nel contempo più umana. L’oceano impossibile ci lambisce l’animo con le onde del mare possibile. Anche la storia che ci racconta l’autore è così: avvicina personaggi strampalati e comicamente dolci, a persone così concrete da farti entrare nei loro coraggiosi sentimenti accusandoli come un pugno allo stomaco.

Devo dire che è stata una fortuna incontrare Baricco dall'inizio  seguendolo libro dopo libro, crescendo con lui storia dopo storia. Quello che a molti sembrava uno sciagurato scrittore, malato di astrusità e di bizzarrie stilistiche, altro non è che un uomo di sensibilità elevata e di spirito eclettico! Ma soprattutto un uomo che è cresciuto con le sue ambientazioni, portandoci per mano, noi ora quaranta/cinquantenni ancora un po’ bambini!
Sempre con un sottofondo di sofferenza per il mondo, per come questo mondo manchi di nobiltà.
E la nobiltà la troviamo nelle dita di Novecento, pianista sull'oceano.  Trama fatata, molto improbabile, ma nemmeno impossibile. Novecento nasce come testo teatrale e, secondo me, non si può fare a meno di leggerlo come tale: a voce alta e recitando!

Ecco quindi uscire Seta: storia sensuale, una scoperta di sensi raffinati, come un gioiello, come quel gioiello che il Signor Rail spediva a June in Castelli di rabbia. Ora non è più materialità, filosofia, sensazioni imprecisate. Ora è senso puro, nella carne di due mondi che si confondono e si imparano.
Poi ritorna, Baricco, si riprende dall'estasi dei sensi e torna a darsi un’identità. Lo fa con il suo capolavoro, secondo il mio personale pensiero, ma a quanto pare anch'egli riconosce in City il suo romanzo preferito, quello che si è divertito di più a scrivere! City diverte, propone scenari apparentemente scollegati e strampalati, ma alla fine Baricco ci fa sempre quadrare il cerchio, con soddisfazione e una vena di malinconia.

In City Baricco sembra fare le prove generali per il successivo Senza sangue: si concentra qui su una sua grande passione, cioè il western! Storia breve, intensa. Forse fin troppo semplice all'apparenza  E’ che il nostro autore si fa aspettare tanto e poi ci lascia un po’ di sete con questi sorsi di vino pregiato.
Ed ecco che arriva una chicca: Omero, Iliade. Questa volta nessuna trama nuova, bensì una rivisitazione di un’opera storica. Ma a modo suo, facendo “parlare” un personaggio in ogni capitolo, così da raccontare la storia saputa da una visione insaputa, portandoci comunque alla fine risaputa!

Come dire… si cresce! Baricco abbandona definitivamente il momento ludico e passa a quello della storia. Questa storia, titolo del nuovo libro, affronta la prima guerra mondiale senza perdere mai di vista la guerra che è la vita di ognuno di noi. Con quel suo modo sempre un po’ in bilico sulla malinconia.
Ed eccola arrivare la vera malinconia, con Emmaus: un ritorno all’adolescenza, quella problematica, che galleggia in un mondo a metà tra il vorrei crescere e il vorrei tornare piccolo, ma anche tra il non capisco e il vorrei capire. Ma non è certo lo stato d’animo dei primi libri, non è un tornare indietro giocoso: è un ripassare la lezione per capire se oggi paghiamo ancora qualcosa di tutto quel disagio.

Nel frattempo Baricco alterna i suoi romanzi all’uscita di saggi. Perché, diciamola tutta, mica ha una cultura da poco il nostro uomo! Finora possiamo annotare con orgoglio: Il genio in fuga, sul teatro musicale di
Rossini - L’anima di Hegel e le mucche del Wiscounsins Barnum 1 e 2 (raccolta di articoli apparsi periodicamente sul quotidiano La Repubblica) – Next, piccolo libro sulla globalizzazione e sul mondo che verrà – I barbari, saggio sulla mutazione.
L’autore è anche il fondatore della scuola Holden a Torino, per cercare di educare e creare nuovi giovani scrittori. Tanto che le sue nuove storie si fanno aspettare.

Ma arriva finalmente Mr Gwin! Un ritorno al suo mondo, quello strampalato e sentimentale: si racconta infatti di un ritrattista, non con i colori, ma con le parole! Gente strana, che ha bisogno di lampadine che si spengono con una lenta agonia… Baricco non ha perso, dal 1991 a oggi, la sua vena umoristica e giocosa, ricca di sentimento e fantasia!
A ruota esce Tre volte all’alba, costola del precedente. Come sempre lo scrittore lascia in ogni libro qualcosa da approfondire nel successivo! Ed ecco tre storie, ambientate all'alba  perché in qualunque posto del mondo e in qualunque età, l’alba ci trova sempre sotto la stessa magica luce!

C’è chi lo ama e chi lo odia. Ma non si può restare indifferenti. Per me è stato un amore a prima vista, che anticipava o risolveva ogni mio nodo emozionale. Non ho citazioni da fare o frasi da estrapolare: da un lato ce ne sarebbero troppe, dall'altro sarebbe riduttivo in quanto il bello dei suoi libri è tutta la storia. Le emozioni che si vivono leggendo, entrando in un mondo sempre magico, trovano apoteosi nel finale e nel chiudersi del cerchio. Per questo quando rileggo i suoi libri, so già cosa voglio rivivere: delle vite, non una frase.

Sly.



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