BIBLIOTECA: I figli di Baal-la guida rossa


Editore: Armando Curcio Editore
Autore: Francesca Costantino
Pagine: 512
Data uscita: 7 novembre 2012
ISBN: 9788897508328
Prezzo: 16,90 €





Ambientazione
Il libro si sviluppa in parte sulla Terra, nella nostra epoca ed in parte in una dimensione parallela ove la magia è parte della vita quotidiana.



Trama
"I Figli di Baal. La guida rossa" (Curcio, 2012) è il primo di tre volumi urban fantasy sulla storia di tre personaggi, Jason, Sean e Victoria che fanno parte di un’unica entità, Baal. Si tratta di un essere parte della «Stirpe divina», formata da sette entità di altri mondi che decidono d’incarnarsi insieme sulla Terra per diffondere il messaggio di evoluzione.
La trama –interessante e innovativa – è incentrata sulle vite di Jason, Sean e Victoria, rispettivamente un negromante, un guerriero bardo e una maga nera. I tre protagonisti sono destinati a rincorrersi fra le varie ere storiche e le differenti dimensioni pur essendo una cosa sola. I ragazzi, infatti, sono l’incarnazione dei tre “aspetti”del dio Baal, un’entità originaria di Venere e parte della Stirpe divina atlantidea. Mephisto, esiliato dalla Stirpe, pur di tenere separati i tre ragazzi, fonda una setta per rendere schiavi gli esseri umani. Ovviamente, il vero scopo di Mephisto, è quello di uccidere Jason, Sean e Victoria, che unificandosi farebbero riemergere Baal, unico Dio in grado di decretare la sua definitiva sconfitta.
Ne La guida Rossa, i protagonisti sono Sean e Victoria. Il primo è un poliziotto che vive nella New York degli anni novanta, la seconda è una ragazza di 16 anni che abita in un villaggio celtico e sta per andare in sposa al compagno sceltole dai genitori. Lontani nel tempo e nello spazio, Sean e Victoria percepiscono una sorta di magia, di forza segreta, che sembra quasi attirarli l’uno verso l’altra, seppur inconsapevolmente. Entrambi ribelli, tenteranno di fuggire dalle convenzioni sociali che li legano ad una vita che non riconoscono come propria.
Una storia di crescita dei protagonisti, dapprima insicuri e soli, poi sempre più consci delle loro abilità e potenzialità, finché guideranno, da Aurigard, persone che li aiuteranno a portare il messaggio di evoluzione.


Copertina
La copertina non ha incontrato particolarmente i miei favori, forse perché preferisco quelle illustrate piuttosto che una costruita con fotoritocco o mediante un programma di grafica digitale. A parte i gusti personali ritengo che l'immagine sia comunque evocativa. Unico neo la quarta di copertina, eccessivamente autocelebrativa. Secondo me è sempre esagerato paragonare un autore a certi mostri sacri della scrittura in quanto si ottengono solitamente due reazioni opposte nel futuro lettore: o ci si aspetta di leggere un capolavoro rimanendo poi delusi (cosa accadutami spesso l'anno passato) oppure si scatena un'antipatia "a pelle" per osare simili paragoni.


Stile di scrittura ed emozioni
Purtroppo non sono riuscito a leggere questo libro come avrei voluto e come avrebbe meritato, ovvero leggendolo costantemente ogni giorno, lasciandomi catturare da ogni pagina rimanendo in attesa del tempo libero del giorno dopo per poterlo riprendere in mano. Questa mia incostanza è stata causata da motivi personali legati al lavoro e alla stesura di un nuovo racconto, quindi non a causa del libro che, anzi, è scritto molto bene e con uno stile fluido e semplice. Ogni volta che riprendevo la lettura, anche se era passata una settimana mi ricordavo esattamente dove ero rimasto e cos'era accaduto prima, direi che questo è decisamente un pregio in un libro. 
La storia ... forse sarebbe meglio dire LE storie. Come riportato nella trama sono tre i personaggi del libro e tutti sono legati da un comune destino ma non tutti vivono nella stessa realtà e nessuno conosce l'esistenza degli altri. Mi sono ritrovato a leggere di Sean che da poliziotto giunge a coronare il suo grande sogno: quello di suonare in un gruppo rock del quale addirittura ne diviene il leader. Il gruppo si chiamerà i Baaliim e questo nome non sarà proposto da Sean ma da un altro componente del gruppo.
Questa parte è descritta molto bene, con una conoscenza accurata delle città e della polizia americana. Conoscenza che dimostra uno studio alla base di questa parte. I personaggi sono descritti bene, come i loro caratteri e i segreti che nascondono, tanto che ad un certo punto ho perso di vista chi potesse essere l'assassino che Sean continua a ritrovare nei suoi spostamenti.
La seconda parte riguarda Victoria che cresce in un villaggio di cacciatori (dalle descrizioni non ho compreso che potessero essere celti dell'Italia antica anche perchè con un nome così pensavo solo ad un'ambientazione fantasy) e dopo aver compiuto alcune scelte difficili abbandona tutti e "ascende" verso Aurigard dove inizia un cammino di formazione vero e proprio che si sviluppa nella conoscenza di sè stessa, del combattimento e della magia che le scorre nelle vene e che lei non sa come gestire.
Questa secondo me è la parte che è stata maggiormente sviluppata dall'autrice, non che descrivere le città e gli usi e costumi americani fosse semplice capiamoci, per trasmettere i concetti e il percorso formativo che evidentemente sono molto cari alla scrittrice. Inoltre la creazione della città di Aurigard con le proprie leggi, il proprio esercito, la magia e tutti i personaggi che si aggirano in essa risulta essere molto affascinante. Il modo di scrivere coinvolge e i personaggi sono ben descritti, Victoria è molto insicura e i suoi rapporti con i personaggi maschili sono molto contraddittori, uomini che la prendono in simpatia cercando di aiutarla anche quando scoprono il suo segreto.




VOTO 4/5

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