SPECULA E UCRONIA: L'alchimia




Come per ogni articolo che tratti delle differenze tra la Storia e la nostra Ucronia, i fatti chiave che nell'Ucronia sono andati in maniera diversa verranno segnalati in colore diverso.

Innanzitutto, una precisazione sul nome: nonostante comunemente si ritenga di origine araba (al-kimiyah, al-kimiyà o al-khimiyah (الكيمياء o الخيمياء), la radice del termine può risalire anche al greco khymeia - fondere, colare, saldare - o all'egizio Al Kemi, "l'arte di Khem" dove con Khem si indica l'antico Egitto; difatti i maghi egizi venivano ritenuti tra i più potenti ed esperti nella loro arte.
Per questo, nonostante come termine possa sembrare fuori luogo rispetto ai termini latini e greci, abbiamo deciso di mantenerlo, nonostante lo studio della chimica e della scienza come la intendiamo noi in realtà nell'Impero era definito filosofia naturale...e anche perchè il termine "filosofi" mal si adattava ai tipi, solitamente bizzarri, vivaci e pieni di pepe1 che compaiono nelle nostre avventure.

Filosofia della natura era il modo in cui veniva definito lo studio della natura, il primo studio di quella che oggi chiamiamo fisica.

La pratica dell'alchimia nel mondo romano ha il suo inizio non ufficiale tra il 70 e il 73 d.C., quando l'esercito romano guidato dal generale (poi imperatore) Tito Flavio Vespasiano assedia Gerusalemme, ne distrugge il tempio e poi assedia la famosa fortezza di Masada.
Gli studiosi al seguito di Tito, indagando dopo l'assedio, scoprirono a Gerusalemme una fiorente attività di laboratori e scuole alchemiche, che combinavano questa dottrina con lo studio della Cabala; la loro maggiore scoperta fu il fulcro di questa attività, un'alchimista chiamata Miriam2 che venne deportata a Roma con i suoi migliori discepoli e tenuta segregata fino alla sua morte, una prigione dorata in quanto le consentirono di continuare i suoi esperimenti...che costituirono la prima scuola alchemica del mondo romano, sebbene questa fosse tenuta sotto il più stretto controllo da parte dell'imperator per evitare che altri potessero avere accesso alle armi che potevano essere sviluppate.

"Che cos'è la fisica?"
Non ora, Sheldon, grazie...
Fu proprio questa prima scuola a continuare le ricerche sull'alchimia, fino a giungere al ritrovamento ad Hermopolis in Egitto dell'originale Corpus Hermeticum di Ermete Trismegisto.
Lo studio accurato di questi testi e l'ingegno romano per l'applicazione tecnica fece sì che ben presto gli alchimisti dell'Urbe raggiungessero risultati notevoli.

Nell'Impero della nostra ambientazione, così come in quello realmente vissuto, la dottrina scientifica più accreditata è quella di Aristotele: la cosmologia conseguente è quella, famosissima, dei quattro elementi e delle quattro qualità già enunciata da Empedocle.

- Terra (secco, freddo)
- Aria (umido, caldo)
- Acqua (freddo, umido)
- Fuoco (caldo, secco)

Ed è la combinazione tra questi quattro elementi, e le loro qualità, a formare tutto ciò che si trova nel mondo. Ma come, esattamente? Sempre Aristotele elenca quattro cause fondamentali:

- causa formale (l'oggetto stesso nella sua essenza)
- causa materiale (la materia in cui è costituito)
- causa efficiente (l'agente che aziona il mutamento)
- causa finale (lo scopo, prescritto, per cui l'oggetto esiste).

Lo speculator alchimista, in tutto questo, è proprio la causa efficiente: come i suoi colleghi, i medici e i maestri d'ombra, è in grado di metabolizzare la magia presente nell'ambiente e fare quello che per la gente comunque sono definiti miracoli, ma che per lui è semplicissima trasmutazione alchemica.
In realtà all'inizio, durante la creazione e i primi anni della Specula, gli alchimisti non erano ne' più ne' meno dei chimici esperti, che utilizzavano i veri composti e le reazioni come armi; pochi erano in grado di usare la magia per controllare queste reazioni, solo a prezzo di notevoli sforzi, e solo per modificarne tempistiche, direzione e raggio d'azione.
Solo a partire dal 1048 a.U.C. (295 dell'era comune), dopo un evento di cui sono a conoscenza solo i Magistri di grado più alto e a cui ci si riferisce solo come "la fuga del lupo", il numero di coloro che sapevano usare la magia necessaria è aumentato in modo tale da consentire di elaborare efficacemente le tecniche di elaborazione dei quattro elementi.
Quattro, come già detto, più il quinto: viene chiamato etere, energheìa, quintessenza, spirito o magia: il quinto elemento è appunto quello che, metabolizzato dal sapiente, permette di trasformare gli elementi in qualcos'altro o farli reagire tra di loro in maniera decisamente spettacolare (e, ovviamente, utile in campo bellico).

Nell'alchimia tradizionale, esistono tre fasi della trasformazione della materia: nigredo (dissoluzione), albedo (purificazione) e rubedo (ricomposizione, fissazione).
Nel celebre anime Full Metal Alchemist, queste sono leggermente diverse e vengono dette comprensione, scomposizione, ricomposizione.


Per gli speculatores, il processo è simile: gli ingredienti di quelli che vengono definiti incantesimi possono essere assolutamente inerti tra di loro, quando vengono combinati dagli stessi sapiens...è solo durante quello che viene definito "lancio", quando la magia percorre il corpo dell'alchimista per concentrarsi nei componenti, che gli ingredienti danno vita ad effetti impossibili altrimenti.
Il "lancio" è stato spesso definito "come se un fulmine ti attraversasse il corpo."3

Ad esempio, cosa possono fare assieme sabbia fine della Sardegna, sale, acqua, polvere di marmo, scaglie di vetro, sangue di bue, gemme di pioppo e boccioli di rosa?
Se siete degli individui normali, un miscuglio maleodorante.
Se siete degli speculator, invece...


Il grande masso era crollato al momento opportuno, sbarrando il passo alla coorte che lì davanti si fermò, sconfitta. 
Marzio sputò a terra, disgustato, dilaniato interiormente per non essere riuscito a mantenere fede alla parola data: Lux era lì dentro con Sethos, da sola e indifesa. La loro divinatrix, la sua sorellina. Tolomeo si scagliò contro la roccia, nell’inutile tentativo di spostarla o frantumarla a testate, Gawain la guardò torvo, conscio che le sue liane di ombra solida e nemmeno l’ombra liquida sarebbero riuscite a far tanto. 
Azia li raggiunse in quel mentre. Li guardò severa a uno a uno, ma vide solo sconfitta. Stirò le labbra morbide in una parodia di sorriso: “Non è ancora finita, ragazzi. Non gli lasceremo la nostra Lux.” 
Con quelle parole estrasse da una piega cucita ad arte nell’interno della fusciacca che le cingeva i fianchi una fialetta di vetro piena di un liquido rosato che agitò facendolo schiumare. Lo lanciò contro la roccia con un urlo selvaggio, gli occhi del mastino che albergava in lei arrossati, segno che stava perdendo il lume della ragione e lasciò che il potere magico innescasse la reazione alchemica. 
Dove il liquido aveva colpito ed era colato lungo la roccia si aprì un buco, colando fango a terra. 
“Ora possiamo entrare.” Latrò, letteralmente, la sapiente, sfoderando una Plutonis Furia particolarmente compiaciuta. Per quanto il metallo potesse dare espressione a quel muso d’uccello.


Per i giocatori di D&D è facile riconoscere il "Roccia in fango", ma in realtà il Mutatio naturae si estende anche al trasformare l'acqua in polvere, in marmo o ritrasformare il tutto, secondo la fantasia del sapiente e la disponibilità degli ingredienti.
La principale attività dell'alchimista sta appunto nell'imparare quali effetti producono le varie miscele di elementi e l'aggiunta ad essi dell'energia4.


Per contro, sebbene la maggior parte dei magistri e conseguentemente degli alchimisti loro allievi seguano la dottrina di Aristotele (e di Platone ed Empedocle prima di lui), c'è una fazione che invece segue le teorie di Democrito: cioè che non esiste un principio primo, un'Anima mundi che controlli e crei le quattro cause, bensì che il mondo sia creato da infinite combinazioni casuali di atomi, e che sia la loro diversa combinazione a creare materiali ed esseri viventi differenziati.
Questa dottrina viene ritenuta fallace dagli aristotelici, in quanto non si riusciva a capire secondo quali leggi un agglomerato di atomi formasse il quarzo e un altro invece del legno; un'altra obiezione era che così non esistevano principi primi - come gli Dei - in grado di guidare il flusso di atomi nella loro continua trasformazione.

Ciononostante, anche nella Specula troviamo una piccola branca di atomisti, che usano la trasmutazione alchemica in maniera differente: invece di usare la magia per catalizzare alcuni ingredienti e farli agire in modi altrimenti impossibili, la usano per disgregare e ricombinare gli atomi. La cosa effettivamente funziona, ma l'impiego di energia da parte del sapiente è notevolmente più pesante che non con l'altra tecnica, facendo arrivare l'alchimista anche alla morte.
La teoria è comunque a conoscenza di tutti gli alchimisti, ma per il momento ne viene consigliato l'uso solo in casi estremi.

Note:

1 - Due nomi per tutti: Azia Medea Rubinia Antinea, e Kaeso Oranius Ramirus della Coorte XV. 
2 -  la famosissima Maria l'Ebrea. Non la conoscete? Da dove credete che derivi la pratica del cuocere a bagnomaria? Sì, l'ha inventata lei, assieme a vari strumenti e composti.

3 - Definizione data da uno dei primi Magistri alchemici, Maro Pompeo Cittino, ex flamine diale, che effettivamente in gioventù era stato veramente colpito da un fulmine ed era sopravvissuto. Tutti, dopo di lui, hanno concordato sulla definizione.
4 - Nella Specula per questo c'è una regola non scritta: se il cuoco della Coorte è l'alchimista, fate attenzione a quello che arriva nel piatto e dite sempre che è tutto buonissimo.

Nessun commento

Powered by Blogger.