RACCONTO: Reclutamento



«Sono Kyros di Tessalonica, il tribuno mi sta aspettando.»
Il legionario di guardia si fece da parte e l'uomo si diresse in fretta verso quell'ufficio. Se le cose fossero andate diversamente, sarebbe stato lui quello seduto dietro alla scrivania del tribuno di Atene. Ma anche essere un oculo1 della Specula non era male.
Bussò alla porta e attese il permesso prima di entrare.
Leontio non era solo: davanti alla scrivania c'era una donna coperta da una palla, semplice come le vesti.
«Kyros, scusa se ti ho fatto chiamare a quest'ora, ma a quanto pare la faccenda è urgente.»
Dev'esserlo sul serio, pensò lo Speculator scrutando il volto dell'amico. Corrucciato, come non l'aveva mai visto. Il tribuno prese una sedia e lo invitò ad accomodarsi accanto alla donna, che era rimasta in silenzio. Incontrò il suo sguardo di sottecchi e rimase folgorato. Dei, quanto era bella!
Poteva avere al massimo sedici anni...la pelle era liscia e delicata, senza l'ombra di una ruga o di sole bruciante. Piccole ciocche bionde, lievemente ondulate, sfuggivano dall'orlo della palla accendendosi di riflessi dorati alla luce delle lampade ad olio...e gli occhi. Grandi, azzurri come il cielo d'estate, circondati da lunghe ciglia.
«La stai fissando abbastanza a lungo da andare ad Antiochia e ritorno, vecchio mio...» la voce canzonatoria di Leontio lo riscosse, e anche la ragazza rise. Una risata lievemente roca e adorabile.
«Avanti, Leontio...lo hai tirato giù dal letto, lascialo stare.»
«Già, cosa diavolo è successo da non farti aspettare fino a domani mattina? E perchè hai convocato me?»
Il tribuno era uno dei pochissimi, nella regione, a sapere che Kyros non era esattamente un semplice mensor2. Il motivo della convocazione doveva essere decisamente grave.
Leontio si sedette pesantemente sullo scranno e indicò la donna con un cenno della testa. «Theodora sembra aver sentito qualcosa di interessante. Thea,  raccontagli tutto, di lui mi fido.»
Theodora annuì e cominciò a spiegare.
«Qualche ora fa mi trovavo nella camera da letto di Aurelio Bathrax, il commerciante di legname, quello che possiede la villa accanto al tempio di Efesto...»
«So chi è. Continua.». In un lampo, Kyros le dedicò tutta la sua attenzione. Primo, perché erano mesi che cercava il modo di incastrare quel maledetto per la rete di corruzione che aveva fatto dilagare in città. Secondo, perché evidentemente quella era un'etera3. E anche una d'alto bordo, visti i suoi modi. E la cosa lo intrigava parecchio...ma ad intrigarlo ancora di più furono le parole di lei.
«Lui e il braccio destro di Emilio, l'orafo, si incontreranno a casa sua domani a mezzogiorno per discutere le prossime mosse. Sembra che Aurelio voglia darsi alla politica e deve procurarsi degli appoggi importanti. Ha parlato di...»
La ragazza fece nomi, cifre, ore e luoghi con una precisione impressionante. Kyros annotò tutto mentalmente, mentre cercava di ricordare dove l'aveva già vista.
«Saresti in grado di intrufolarti lì oggi e capire cosa dicono?»
«Certo» sorrise Theodora. «Aurelio mi lascia entrare e uscire dalla sua domus come e quando voglio. E il suo studio è proprio sopra alla camera da letto.»
«Quando hanno finito, inventa una scusa e vieni qui il più presto possibile, ma senza farti seguire.»
«Non preoccupatevi, domine: passerò per i tetti.» fu la sorprendente risposta di lei, e Leontio rise. «É sempre stata una scavezzacollo, fin da quando eravamo bambini.»
Kyros non ci stava capendo più niente.  «Scusate, ma voi...»
«É mia sorella. Di latte.» precisò il tribuno. A quell'uscita Theodora sbuffò. «Non se ne vanta troppo in giro...avere una sorella di latte che fa l'etera sarebbe una rovina per la sua carriera politica...» lo disse con lo stesso cipiglio del magistrato, e Kyros si trovò a ridacchiare. Mai conosciuta una così...o forse...
«Alla festa per l'arrivo del nuovo legatus legionis! Ecco dove ti ho vista! Hai recitato la Medea di Euripide...» gli si mozzò il respiro, pensando a quanto era diversa in quel momento. Una donna ferita, crudele e assetata di vendetta, contro la ninfa delle acque che aveva di fronte.
Sapeva recitare. Sapeva sicuramente sedurre. Aveva una buona memoria.
Un piano cominciò a delinearsi nella sua mente, parallelo a quello che mise a punto in quel momento per sventare la corruzione che stringeva Atene nella sua morsa.  

Tre mesi dopo, Kyros guardò con un sorriso feroce Batrax e i suoi scagnozzi che venivano trascinati via dal foro di Atene, scortati dalle guardie e accompagnati dalle grida della folla che trionfava dopo anni di vessazioni e tributi sanguinari. Quella cricca di corruttori era riuscita ad infilarsi in ogni dove, ma i conciliatores fatti venire appositamente da Roma erano riusciti a scardinare volta per volta ogni possibile piano per far fallire le testimonianze dei loro crimini. Mezzo Magisterium Concordiis, più due squadre della Legio M Ultima per proteggere loro e i testimoni...e adesso doveva offrire da bere a tutti. A una decina di conciliatores, tre violens, cinque Sapienti, sei maestri d'ombre...e a una squisita etera che gli stava venendo incontro con un sorrisetto soddisfatto.
«Hai notato la faccia dell'edile? Quando sono salita sul banco dei testimoni aveva paura che spiattellassi quella storia di quando è tornato a casa con un peplo4 addosso...» Kyros sogghignò. Quel vecchio pervertito non era stato l'unico a sbiancare quando aveva visto Theodora levarsi la palla e testimoniare contro Batrax. Ne' lui ne' i suoi avvocati avevano potuto controbattere, e nemmeno l'ultima carta - il fatto che una donna non potesse testimoniare in tribunale senza il permesso del marito - era risultata vincente: secondo gli atti, Theodora risultava nata libera e regolarmente sposata con il tribuno Leontio. Una piccola finzione giuridica, a cui tutti i notabili della città avevano acconsentito di buon grado...per non essere travolti da tutto quello che l'etera sapeva. Ed era decisamente tanto.
«Cosa farai adesso?» chiese Kyros mentre lei si riassestava la palla sulla testa con un gesto elegante. «In che senso?» «...Adesso sei...come dire...disoccupata?» Theodora scoppiò in una risata argentina che fece voltare metà degli uomini in strada. «Afrodite mi sia testimone, non l'avevo mai sentito definire così. Vuoi forse offrirmi un lavoro?»  ribatté con voce soffusa  e decisamente provocante.
Era sera e l'aria si stava facendo fresca. Tutto suggeriva che la risposta di Kyros fosse inequivocabile - i classici tre passi, cena, vino e letto - ma la risposta di lui la spiazzò.
«In un certo senso sì. Hai mai sentito parlare della Legio M Ultima?»
«É una leggenda...i misteriosi salvatori dell'Impero che compaiono quando c'è bisogno di loro. Ho conosciuto un aedo che diceva di essere della Specula, Nestore mi pare si chiamasse...per essere bravo era bravo...» mormorò pensosamente, persa in chissà quali ricordi.
Kyros sorrise trionfante. «Primo: hai buona memoria. Secondo, sei riuscita a sfuggire a due attentati prima che arrivassero i miei uomini. Terzo, sei un'attrice superba...se ho visto giusto, il mondo perderà una buona etera, ma troverà una conciliatrix indimenticabile!»

Note
1 - Oculo: sono i guardiani interni della Specula, assieme agli Immunes e ai Falchi Imperiali. Vigilano sui casi di corruzione e di tradimento e vengono mandati per le missioni più ad alto rischio in questo senso.
2 - Mensor: topografo militare addetto alle misurazioni, specialmente durante la messa in opera di un accampamento.
3 - Etera: cortigiana d'alto bordo, più simile alla geisha giapponese che alle comuni prostitute per la sua educazione nelle varie arti.
4 - Peplo: un abito greco tipicamente femminile 

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