RACCONTO: Diario di un Assassino - XI


25 Novembre.
La navigazione continua e rispetto a quanto successo, traggo mio malgrado una certa soddisfazione al vedere il volto di Magister Gawain diventare giorno dopo giorno sempre più grigio. Specialmente quando ci riuniamo per i pasti, dove io consumo regolarmente quella brodaglia che spacciano per zuppa e lui si limita al pane raffermo e alla carne secca.
Con ben pochi risultati, visto il colorito che tende puntualmente al verdognolo subito dopo aver ingerito qualcosa.
Lo so, è una ben magra soddisfazione, ma se l’è cercata lui. Non metto in dubbio la sua parola che solitamente non è così, dopotutto siamo a fine novembre, il periodo peggiore in assoluto per navigare. Molti capitani, quelli con del sale in zucca, si rifiutano di partire in questo periodo dell’anno: troppo facile incappare nel mare grosso e nelle tempeste.
Come è capitato a noi: a parte il primo giorno di navigazione, tutti i successivi sono stati caratterizzati da pioggia battente, vento di Maestrale potente, onde gigantesche difficili da superare. Quando non ci si mettono tutti e tre insieme.
Non è che abbia molto da fare, Gawain è sempre molto silenzioso e nemmeno io sono in vena di grandi compagnie. Ne approfitto quindi per completare il quadro in questo diario e tirare le somme alla fine di una importante parte della mia missione.
Missione che si prolunga di altri sei mesi almeno, nel più totale silenzio con Avaris. Già l’avere questo diario è troppo pericoloso per il sottoscritto, ma è necessario per comprovare le mie parole davanti ad Archantes e al Consiglio e, alla fine, evitare una punizione ben peggiore per il mio prolungato silenzio, silenzio che si è reso necessario alla luce dei molti fatti che si sono succeduti in questo ultimo anno.
Anche le notizie che mi giungono dalla mia terra natia non sono confortanti, pare che gli Assassini di Seth abbiano preso parte a questa guerra civile indetta dal Riformista, ma non ho avuto modo di verificare queste voci e non ho avuto modo di approfondirle. Farmi un’idea. La cosa mi giunge alquanto strana e mi confonde. Perché mai Archantes, la mia Maestra, avrebbe dovuto prender parte a questo conflitto e schierarsi? La rivolta è lontana dalle nostre terre, in fin dei conti.
Troverò, prima o poi, una risposta anche a questo.
Ora come ora, in questi giorni cupi di fine autunno, sperso in mezzo al mare, non mi porta pace arrovellarmi su questi fatti che nemmeno sono certi. Tanto vale descrivere per i posteri le mie ultime scoperte durante quei giorni in cui ho soggiornato a Roma, cosa che non ho avuto tempo di fare prima, sempre in fuga da ciò che in realtà volevo scoprire. Ancora sorrido all’ironia della sorte.
Erano già tanti erano i segreti di cui mi sono impossessato durante il mio tirocinio ad Antiochia, grazie anche allo spostamento della Fucina da Atene ad Antiochia dopo che l’hanno distrutta e sigillata per evitare che cadesse in mano ai Riformisti. Ma a Roma… a Roma sono riuscito a scoprire cose inimmaginabili.
Ho fatto la conoscenza con Druso e la sua bestiale imprevedibilità imprigionata per la vita in una gabbia di pietra e cera. Come Sapiente ho dovuto fare la mia parte di servizio di guardia in attesa di altra assegnazione e… è stata una giornata snervante e una notte di chiacchiere con il primo Mastino interessante. Interessante quasi quanto le cinque giornate (e relative notti a copiare) successive nella biblioteca del Magisterium, lì nell’unico angolo di sapienza dove tutti i segreti della Specula sono celati: organigramma, nomi e dislocazioni di magistri, aii, doctores… anche il segretissimo Magisterium Immunium, struttura che fa si che la Specula controlli se stessa. Con relative falle, come quella del 296 quando c’era come prefetto Giulio Asclepiodopo e un manipolo di falchi imperiali che non erano affatto falchi… fino a quando gli Imperatoris Spectra non li hanno abilitati loro stessi, due in particolare, nella stessa data e – guarda alle volte il caso – a casa mia: in Aegyptus. Chissà cosa hanno combinato il Falco Bianco e il Falco Grigio per meritarsi tanto quando prima erano dall’altra parte della barricata… Sarebbe interessante scoprirlo, come anche sarebbe interessante scoprire le loro identità, ma questo è un segreto molto meglio celato.
Ah, ma i segreti migliori, di cui noi spie godiamo appieno nello svelarli, sono quelli segnati in fogli che non penso le alte sfere avrebbero voluto fossero catalogati. Quei fogli di cui Druso mi ha parlato con tanta rabbia e tanta passione, quei fogli che – immagino – non dovrebbero esistere.
Fogli che ho copiato. Fogli di formule, rivisti e corretti talmente tante volte che io stesso ne ho perso il conto. Fogli con formule che immagino l’Imperatore sbiancherebbe se sapesse che ora sono a disposizione anche degli Assassini di Seth.
Le formule che permettono di rendere gli speculatores quegli strumenti impossibili da fermare quando perdono il controllo, le formule che consentono ai doctores di creare le pozioni per rendere irrefrenabili ed estremi i tratti caratteristici di ognuno. Appena questo rotolo sarà tra le mani di Archantes, anche noi avremo i nostri Mastini, i nostri Fulmini, i nostri Cacciatori e i nostri Musici. E allora si parlerà la stessa lingua dell’impero… E allora anche Roma dovrà sedersi a un tavolo e trattare, il mio Ordine non sarà più fuorilegge o lo saranno anche gli Speculatores!
Stamattina, prima di dedicarsi alla sua appassionante disputa con la murata di dritta a vomitare anche l’anima, il Magister mi ha comunicato che entro un paio di giorni sbarcheremo sull’Isola delle Ombre, dove ha sede il Magisterium Mercurialis. Non mi si è fatto problemi a dirmi che è l’unica sede esistente e che lo sarà sempre, ho notato il suo sorriso di superiorità, un’ombra appena celata nel cappuccio del suo mantello grigio e marrone, mentre aggiungeva che "tanto non sarai sveglio a goderti il panorama".
La cosa non mi piace per niente, dovrò inventarmi qualcosa.
Per il momento, l’unica cosa che desidero è un tonsores per sbarbarmi, un bagno bollente e una donna. Spero che su questa fantomatica isola ce ne siano. Non posso e non voglio nemmeno pensare all’eventualità di passare ben sei mesi in astinenza!

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