BIBLIOTECA: Il cappotto della macellaia

Il cappotto della macellaia - Lilia Carlota Lorenzo

Editore: Self-Publishing by Amazon
Formato: eBook kindle
ASIN: B00BBI979A
Pagine: (presunte per kindle) 177
Prezzo: € 0,89

Sinossi:

Scelto da Bubok fra 800 titoli - Fiera Internazionale del Libro di Bogotá 2012
Cosa ha visto il bambino della sarta nella cucina dell'impudica Solimana, che quando la trova scappa terrorizzato? Perché lei attira gli uomini del paese a casa sua e spaventa sua sorella ritardata con la madre morta?
Accidia, superbia, gola, invidia, lussuria… cinque dei sette peccati capitali.
Sei comandamenti infranti… troppo per un paese di otto isolati e 207 abitanti.

lilialorenzo@hotmail.it

Trama:
Lilia Carlota Lorenzo ci porta nella sua terra natia, l'Argentina, in un paesino sperduto nella pampa il cui nome inventato è Palo Santo.
A Palo Santo si intrecciano gli avvenimenti di tre famiglie: gli Andreani, i macellai, i Fernandez, lui cacciatore e lei sarta, e le sorelle Paganini, una merciaia e l'altra ritardata.
Sullo sfondo di macchiette rese dai personaggi di contorno - dal vecchio guardone Tiko, alla curiosa e pettegola telefonista vedova, al ragazzino terrorizzato dalla merciaia al bullo della scuola - si dipana una storia all'apparenza incongruente che porterà le varie trame del fato verso un finale con lo sprint di una canna di fucile.

Parere:
Dunque, non è mai facile parlare di un romanzo che ha delle notevoli potenzialità, ma che purtroppo non le esprime appieno.
Questo romanzo risente molto, a mio modestissimo avviso, della cultura "spagnola", rivedo molto sia lo stile di Zafon che di Marquez, entrambi autori tanto osannati quanto "lenti".
Purtroppo nel mio caso "lento" va a braccetto con "noioso" nel 99% dei casi e questo, mi spiace dirlo, non fa eccezione.
La storia è incentrata sulle vicende di un piccolo paesino sperso nella pampa argentina, dove tutti si conoscono e tutti sanno i fatti di tutti gli altri, non mostra pregi particolari - a parte una copertina che per l'esperienza di studio di avanguardista e cubista che ho è davvero un'opera pregevole - mentre purtroppo i difetti sono tanti.

Per quasi tutto il libro ci si annoia su alti e bassi, fatti e vicende in apparenza scollegati che uniscono il destino di Solimana Paganini e la sorella ritardata Marcantonia a quelli del cacciatore Fermin Fernandez e della moglie sarta con l'antipatica macellaia e della sua figlia in dieta costante per aumentare il peso, viziata e coccolata dagli uomini della sua vita.
Il tutto gira intorno a un matrimonio fantomatico che è il pomo della discordia tra queste due famiglie e che è quanto più di contorno quanto inutile da menzionare con le digressioni sugli sposi, mai veramente entrati in scena e di cui, in caso di taglio, sinceramente non se ne sentirebbe la mancanza.
Tra tutti questi personaggi di contorno, Solimana, la merciaia, è la vera protagonista della storia e lo sprint finale rende un senso a tutto, anche se in realtà lascia l'amaro in bocca non tanto per l'imprevedibilità della cosa, quanto per il modo rapido e incolore con cui questa viene conclusa, frettolosamente quasi.

Essendo l'autrice un self-pub ed avendo io il dente avvelenato per il modo in cui i self-publisher stanno massacrando il mercato editoriale (specialmente per la scarsa qualità con cui presentano al pubblico le loro opere), la signora Lorenzo merita quella stella in più che in altri casi avrei negato senza troppi complimenti: essendo l'autrice straniera, pur risiedendo in Italia da molti anni, per la qualità della grammatica italiana, per la cura della sintassi la seconda stella è aggiudicata se non altro per l'impegno.
Migliorabile lo stile, l'apporto di un editor avrebbe certamente sollevato di molto l'opera in quanto gli errori più frequenti (e in verità nemmeno troppo) che ho trovato riguardano principalmente i casi di flashback, trattati alla stregua dello stesso tempo narrativo principale, errori questi che si risolvono facilmente con l'apporto di un buon editing, tanto più se l'editor in questione saprà aiutare l'autrice a sviluppare i punti di forza e a migliorare i punti deboli di quest'opera.
Francamente, da questo punto di vista, la signora Lorenzo scrive molto meglio di tanti autori italiani purosangue che si limitano a imbrattare la carta per niente, quindi anche se il voto non è dei migliori, la cosa non dipende certo dalla correttezza linguistica.

Un ultimo appunto, che mi ha fatto sorridere: l'uso delle iniziali puntate (P., G., M.) per i nomi delle città probabilmente realmente esistenti in Argentina, ricordo di vecchi romanzi di mia madre degli anni quaranta e cinquanta, un momento piacevole in cui la lettura di questo romanzo mi ha sprofondato nel mondo dei ricordi di quando saccheggiavo indistintamente la libreria di mamma a quattordici anni.

Voto: 2/5

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