Biblioteca: La legione occulta

 Ambientazione
Il romanzo è ambientato nell’epoca romana ma la storia non è quella che conosciamo noi. Il romanzo prende ispirazione a piene mani dal gioco di ruolo Lex Arcana.


Trama
Per la storia non sono mai esistiti ma l'Impero Romano ha nei loro confronti un inestimabile debito di riconoscenza. Il loro intervento ha permesso di realizzare strategie impensabili, di vincere battaglie impossibili. Non sono addestrati a combattere, ma a leggere e interpretare i segni degli dèi, spianando la strada alle daghe romane, o a intervenire quando la forza delle armi lascia il posto al potere del trascendente. Indossano armature bianche come la neve e tuniche nere come la notte. Veggenti, auguri, negromanti, aruspici raccolti da bambini nelle arene, nei mercati degli schiavi e nei villaggi in fiamme. Le storie che corrono sulla bocca degli ubriachi nelle bettole di confine raccontano che siano guidati da un generale padrone di un misterioso linguaggio dei gesti. Si muovono sui campi di battaglia come spettri, inarrestabili e letali. Giulio Cesare ne ha fatto un manipolo di eroi, Ottaviano Augusto li ha resi leggenda. Vigiles in tenebris è il loro motto e il nero destriero di Plutone il loro simbolo. Sono i soldati della Legio Occulta.


Copertina e RilegaturaOttima l'immagine di copertina, perfetta per il contenuto del libro. Il disegno porta la firma di Tarlazzi, un maestro del fumetto italiano quindi il successo è scontato e l'interesse del lettore catturato. Peccato sia una delle poche cose buone del libro. La quarta di copertina risulta essere eccessivamente autocelebrativa portando il lettore a credere di essere in presenza di un capolavoro del fantasy italiano.


Stile di scrittura ed emozioniL'autore deve avere delle ottime conoscenze del periodo storico infatti le citazioni a fatti, usi e costumi si sprecano nel romanzo portando il lettore nel pieno della narrazione. Peccato che nessuno abbia pensato di inserire delle note a piè di pagina, a fine capitolo o un'appendice per spiegare alcuni termini. Così il lettore comune, nel senso di quello che non conosce il periodo storico, non saprà mai dove si trovi Augusta Praetoria o cosa sia un signifero a meno che non vada ogni volta a consultare un vocabolario di latino. Forse il libro sarebbe risultato molto più scorrevole evitando le citazioni latine non spiegate e traducendo i termini e le città direttamente in lingua corrente.

La novità dell'ambientazione non esiste: l'autore ha palesemente adattato l'ambientazione del gioco di ruolo Lex Arcana, edito da Nexus, ottenendone oltretutto un risultato scadente che si è propagato e riflesso anche sul resto del narrato

Per l'autore gli appartenenti della Legione Occulta sono tutti maghi e sacerdoti che seguono il culto degli dei a modo loro. La loro introduzione nella Legione ricorda molto il metodo di Xavier per gli X-Men. Un imperatore oculato come fu Augusto non avrebbe mai fatto l'errore di creare un nuovo gruppo militare completamente slegato dall'esercito e dai sacerdoti dell'epoca poiché avrebbe significato costruirsi un esercito privato non al servizio di Roma ma dell'imperatore. Lo stesso autore ci narra le conseguenze di un gesto scellerato come questo.
La struttura del romanzo compie salti in avanti e indietro negli anni all'inizio di ogni capitolo poiché appena finisce di introdurre un personaggio l'autore termina la scena, termina il capitolo e nel capitolo seguente si torna indietro nel tempo di alcuni anni spiegandoci come quel personaggio sia giunto all'interno della Legione Occulta.
Lo schema si riduce a un noioso avanti e indietro che spezza il ritmo narrativo a tratti, ritmo che arriva addirittura a essere quasi avventuroso, se non fosse che nel complesso è incongruente.

L'incongruenza è sovrana della storia: dalla costituzione di questo esercito privato di maghi e sacerdoti vari, alla realizzazione di una vera e propria città sotterranea a Leptis Magna, che altro non sarebbe se non la sede della Legio Occulta, giusto per citare i due climax di incongruenza.
Ma anche a credibilità il libro stenta a sollevarsi, purtroppo: la descrizione di questa sede segreta ha dell'incredibile e denota scarse conoscenze storiche in materia di edilizia e ingegneria dei romani che erano sì avanti, ma non così tanto da costruire questa specie di città sotterranea fatta di cunicoli e gallerie fornite non solo di più montacarichi (quindi punti di accesso e quindi punti che necessitano una difesa armata che non c'è), ma anche di non meglio noti sistemi di illuminazione a luce filtrata degni delle più moderne tecnologie o, meglio, della fantascienza senza considerare il minimo senso pratico.
Se a tutto questo ci aggiungiamo il fatto che è la base segreta, di cui neppure Ottaviano Augusto suo fondatore è a conoscenza della sua dislocazione, i pretoriani hanno fatto fin troppo in fretta a trovarla e distruggerla, senza nemmeno giustificare la cosa con il più banale dei tradimenti per 30 denarii d'argento. Insomma, manco un Giuda per giustificare una fine così ignominiosa della grande sede segreta della potente Legione Occulta. Cosa alquanto poco credibile, direi.

Voto: 1/5






5 commenti:

  1. Mi permetto di intervenire per sottolinerare alcune vostre ''incongruenze''. 1) Lex Arcana è ambientato in un mondo parallelo dove la storia è stata completamente stravolta e i protagonisti non sono i sacerdoti della Roma antica (che sono esistiti davvero) ma dei veri e propri maghi (che invece nella Roma antica non esistevano). Dunque, semmai mi sono ispirato a qualcosa mi sono ispirato alla Storia e non a un gioco. 2) La tecnica di costruzione della base sotterranea è quella usata molto tempo prima da Archimede di Siracusa e il sistema di filtraggio della luce quello sperimentato dallo stesso scienziato attraverso gli specchi ustori. Lo spiego chiaramente nel libro "Il segreto della Legione Occulta" terzo in ordine cronologico della serie. 3) La scoperta della base sotterranea avviene proprio attraverso il tradimento di uno dei sacerdoti, Dagos, che diventerà il capo dei nemici della Legio. Ma tutte queste cose si possono conoscere solo dopo aver letto il libro e non semplicemente dopo aver riportato i testi della quarta di copertina. Capisco che l'invidia roda ma perché la saga ha venduto fino ad oggi quasi 80mila copie ma ci dovete stare.

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    1. Io ritengo che l'unico qui a cui roda qualcosa sia chi commenta in questi termini.
      L'unica cosa che ci rode è l'accusa infondata di non leggere un libro che, assieme all'accusa sopracitata, rappresenta sempre la pochezza di argomentazioni di chi difende opere ai nostri occhi e per nostro personale gusto scadenti.
      Insomma, noi lo diciamo chiaramente: quella espressa in questi articoli è la nostra personale opinione e argomentiamo ciò che riteniamo bello e anche quello che riteniamo brutto, senza la velleità di metterci in cattedra e senza alcuna invidia alcuna.
      Altra cosa, invece, sono le ricerche storiche legate a chi vuole scrivere romanzi con tale ambientazione, che prendano ispirazione, appunto, dalla Storia.
      Quello che noi abbiamo imparato da questo, visto che anche noi scriviamo con questo genere di sfondo, è che per scrivere tre cose ne devi conoscere almeno dieci. Documentarsi, documentarsi e documentarsi ancora e ancora. Questa è l'unica cosa. E dal commento si capisce (sicuramente sbagliando, ma dico è quello che si può benissimo intendere) che non è così per chi si commenta da ANONIMO.

      E adesso spiego perché dico questo.

      Si parla di specchi ustori senza - è evidente - conoscerne il reale funzionamento (che solo fonti molto tarde associano all'assedio di Siracusa e ad Archimede e che le moderne ricostruzioni smentiscono nel funzionamento, v. per esempio wikipedia qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Specchi_ustori e in particolare sul funzionamento in battaglia qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Specchi_ustori#Interpretazioni_moderne_e_tentativi_di_ricostruzione ), né per il fatto che a illuminare gli ambienti sotterranei e chiusi con gli specchi orientabili erano gli egizi, tecnica che però richiedeva la presenza costante di una figura esterna che orientasse ogni cinque-dieci minuti lo specchio principale a causa del moto astronomico del nostro pianeta o, se vogliamo dirlo in termini spicci, perché il sole in cielo si sposta continuamente.

      Non vado oltre poiché il libro personalmente non l'ho letto e non ne posso parlare in merito, questa mia risposta è concentrata solo ed esclusivamente sulle argomentazioni "storiche" del commento del sig. Anonimo.

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    2. Aggiungo un dettaglio: i maghi così come li immaginiamo esistevano nell'antichità nella stessa misura in cui non esistono attualmente... c'erano, ed erano ovviamente dei mistificatori e imbroglioni, esattamente come lo sono ora.

      La differenza indicata per quanto concerne il gioco Lex Arcana dimostra altresì che chi commenta non conosce nemmeno il gioco, perché questo GdR non ha una classe classe di personaggi giocanti "maghi" o "stregoni" come su D&D (e altri), ma ha la classe degli "àuguri" che sono esattamente come gli àuguri della tradizione romana. L'unica differenza dalla Storia reale, in questo caso, è che nel gioco - e proprio perché è un gioco! - le loro divinazioni hanno un risultato più attendibile di quelle che avevano gli àuguri etruschi e romani che sono realmente esistiti e sono stati consultati dalla gente, dal più povero fino anche agli imperatori e re (parlando del periodo regio di Roma Antica, dalla fondazione fino allo stabilirsi della Repubblica nel 509 a.C.).

      E, ancora, non parlo del libro in se stesso in quanto non ho avuto modo di leggerlo.

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    3. E' divertente rispondere a commenti come questi. E' come sparare sulla Croce Rossa. Andiamo nell'ordine 1) Se non hai letto il libro non commentarlo, ti potrebbero sfuggire particolari della trama che non conosci e che invece rispondono proprio ai tuoi dubbi. 2) Gli orologi romani si basavano sui movimenti della luce e non avevano bisogno di ''serventi'' per funzionare. lo stesso vale per le tombe neolitiche di Newgrange molto precedenti perfino alla civiltà egizia. 3) Il libro non è stato scritto consultando wikipedia per fortuna ma decine di testi di storia antica scritti da luminari del settore. 4) Ma se non conosco il gioco come faccio ad averlo copiato? 5) Se gli àuguri sono figure sacerdotali dell'Antica Roma allora il libro non ha copiato il gioco ma si è ispirato a tradizioni romane a cui si è ispirato anche il gioco. Solo che il libro ha rispettato la Storia mentre il gioco è andato per la tangente con risultati in termini di vendite e successo di pubblico diametralmente e, giustamente, opposti.

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    4. Ahahahah
      Almeno abbi la decenza di leggere, ma soprattutto di capire, quello ho scritto!

      Chi non ha argomenti replica andando fuori tema cercando di fuorviare il discorso e di rigirare una frittata che non c'è per dimostrare di avere ragione, dimostrando invece ben altro. Beh, francamente, spara pure sulla croce rossa, se vuoi ti presto un lanciarazzi così non dovresti sbagliare il bersaglio.
      Per quanto mi riguarda preferisco impiegare il mio tempo in modi intellettualmente molto più stimolanti che non seguire una discussione che si sta rivelando sterile e solo un inutile tentativo di trollaggio. Che ne so, ad esempio potrei grattarmi la pancia!

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