RACCONTI: Il discorso di Diocleziano durante i settennali della vittoria di VIminacium,

Urbe, un'assolata giornata di luglio.

Quando tutti gli spettatori furono sulle gradinate i venditori di cibi iniziarono a girare per le scalinate, all'improvviso scese il silenzio: erano entrati i pretoriani della scorta dell’imperatore e tutti si voltarono verso il palco basso che gli era riservato. Anticipato dai littori entrò Diocleziano e la folla rimase sbigottita. Il popolo dell’Urbe si era abituato a vederlo con la sua armatura indosso quasi in ogni occasione, solo i senatori lo avevano visto con la toga purpurea quando era presente in Senato ma nessuno gli aveva mai visto indossare una toga picta dai motivi floreali come quella, sul capo indossava la corona di alloro in oro. Un sussurro scosse la folla dopodiché un boato assordante esplose nell'anfiteatro:
"Viva l'imperatore. Viva l'imperatore!" 

La figura di Diocleziano si distingueva anche dagli spalti più alti proprio grazie a quella toga. L'imperator sollevò le braccia  e nell'anfiteatro scese il silenzio. 

"Cittadini, vi ringrazio per l'accoglienza che mi avete riservato." La voce del generale tuonò sicura e tutti riuscirono a sentirlo distintamente, complice anche la perfetta acustica del luogo. "Siamo qui riuniti per iniziare i festeggiamenti per il settennale della vittoria di Viminacium. Una vittoria che ha aperto un periodo di pace che dura tutt'ora... e che nei miei progetti dovrebbe durare per molto tempo ancora." 

La folla scoppiò a ridere mentre alcuni patrizi si diedero di gomito comprendendo a chi fosse rivolta quella frecciata. 
Quando tornò il silenzio l’Imperator riprese a parlare con tono più serio. 

“Ognuno deve prendersi le responsabilità delle proprie azioni e non caricare gli altri delle proprie decisioni. Io me ne feci carico quando decisi di prendere le redini dell'impero. Un impero che stava disgregandosi per le rivalità di piccoli uomini che bramavano solo al potere. Io sono sceso in campo nella speranza di fermare la divisione della nostra terra. Dopo sette anni posso dire di avervi dato la serenità che meritate. Siamo tutti figli della lupa.” 

Un applauso lo obbligò ad interrompersi mentre il suo assistente gli faceva cenno di accorciare il discorso. 

“Sarò breve cittadini: buon divertimento.” 

Diocleziano aveva nuovamente stupito i senatori abituati a pomposi discorsi, con poche parole era giunto al cuore del popolo esaltandone gli animi. 


Proprio per questo alcuni tramavano per eliminarlo. 
Proprio per questo altri tramavano per proteggerlo.



Note:
toga pictaLa toga Picta, molto decorata, fu portata dai generali vittoriosi nell’ora del loro trionfo, dagli imperatori e dai giovani eleganti che si facevano ammirare per le loro frange e i motivi animali e vegetali. La picta diventò così pesante e rigida al punto che limitava i movimenti e dovette essere sostituita da indumenti più comodi.
Viminacium: Luogo ove si svolse la battaglia nella quale Diocleziano sconfisse l'imperatore Carino.

Le foto postate sono tratte dall'archivio dei viaggi dei Demiurghi.

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