Racconti: Dal Pbf Morte all'Imperatore

Iniziamo a riportare alcuni brani tratti dal Play By Forum che si gioca su Dragonisland.


Dall'introduzione di Azia Medea Rubinia Antinea

La festa era finita da poco e Lucio, ancora imbarazzato, si aggirava per la domus a controllare che tutto venisse sistemato a dovere: dal triclinium dove i convitati si erano riuniti a cena, all'annesso tablinum dove si erano intrattenuti in pigre chiacchiere mentre osservavano i saltimbanchi e le danzatrici accompagnati dai musici e dove qualcuna delle ospiti di sua madre si era dilettata nel declamare dei versi.

La ragazza, ubbidiente danzò per il padrone e al termine, mentre Glauco continuava indifferente a ripiegare la toga e gli altri capi del padrone riponendoli nella cassapanca, danzò assieme al padrone tra le lenzuola, lasciando che i sonagli cantassero il ritmo della passione che l’uomo sfogò su di lei con frenata irruenza.
Stanco e appagato Lucio scivolò nel sonno senza curarsi degli schiavi che si allontanavano, sorridendo beato e pensando che, tutto sommato, una volta ufficializzata la sua entrata nella Legio M Ultima sarebbero state poche le volte in cui avrebbe potuto godersi una serata come quella.


L’ombra scivolò come nero liquido dall’apertura sul tetto sopra l’implivium, per riacquistare forma davanti la porta dell’ostiarium. Spezzò sotto al naso dello schiavo addormentato una fiala da cui uscì un penetrante odore acre e dopo un primo moto di fastidio nel sonno, lo schiavo crollò di schianto, aiutato da mani gentili a stendersi sul pagliericcio a terra. Le stesse mani che, efficienti, tolsero la barra di sicurezza e girarono la chiave nella toppa, aprendo la porta ad altri tre figuri.
Furono quattro ombre quelle che Lucio vide incombere su di sé, solo la più piccola non si curò di nascondere il volto: una ragazza che profumava di spezie. Quel profumo che lo aveva svegliato, grazie al suo istinto guerriero. Ma non era bastato, erano stati più veloci di lui. In tre lo avevano bloccato sul letto e il quarto, anzi la quarta, gli teneva premuto un panno ripiegato sulla bocca, impedendogli così di urlare per allertare gli schiavi.


Luogo: Roma Urbe, Domus Aurea sotto colle Oppio
Data: 1041 auc, Saturni Dies ante diem IV kalendas Martius – sul finire della IV Vigilia
(Sabato 25 febbraio 288 – intorno alle 5.00)
Tempo: Una notte fresca e umida
Personaggio: Dionisio
Palco: Tutti
Scena: Standard

Un brano di Draco Draconis - Tanos il Lupo
Tanos rilassa le membra quando vede il prefetto allontanarsi, le membra, il cervello è un tumulto di pensieri e considerazioni, ed i sensi sono attivi come una scolta di guardia in un fortilizio di frontiera.
Ha tutto il pelo ricciuto del corpo, non solo i capelli, ritti come aculei di un riccio, il sangue scorre caldo nelle vene bombardandogli il cervello: poche cose di quello che ha vissuto e sentito quella sera gli sono andate a genio, primo fra tutte essere capo di questo manipolo variopinto di uomini.
Una vera accozzaglia a prima vista, senza capo ne coda.
Come aver fiducia in loro? Proprio per lui, per il quale la fiducia è un concetto labile, un suo punto debole, a detta del suo aio.
Tanos non ha fiducia in nessuno, solo nei suoi sensi e in Selene.
Almeno non da subito.
Altro problema: adesso, per la prima volta, dovrà essere lui a destare fiducia in uomini, così sembra, di sua responsabilità.
Sono concetti importanti questi, che possono fare la differenza: salvare la pelle e compiere il proprio dovere o morire come poveri sciocchi, anzi … sfigati.
E’ importante formare il branco, deve riuscirci per il bene di tutti.
Per farlo bisogna capire gli altri e piazzarli al loro posto, soprattutto far capire loro chi comanda, chi è il maschio alfa del gruppo.
Non si cura di essere loro simpatico, i pericoli a quanto sembra sono vicini e mortali, deve curarsi di portare il branco in salvo.



Un brano di Pandemyc - Dioniso 

Oh Déi mi ha toccato il collo! Chissà cosa ha toccato prima di arrivare qui! Mi alza il braccio, mi annusa, mi mostra i canini. Per un attimo ho avuto decisamente paura che si mettesse ad annusarmi il deretano. Necesse habent cum insanientibus furere e senza dubbio anche io tra i pazzi impazzirò. Anzi forse sono già impazzito. Ho rovinato la mia toga migliore, mi sono lanciato nella spazzatura, sono stato sbeffeggiato dall’Imperator, e oh no, oh no, oh no dimenticavo la cosa più agghiacciante! Mi ha detto che devo prendere moglie? M O G L I E. Che disgrazia… Forse è questa la mia VERA prova. Riuscire a prendere moglie. Beh forse non sarebbe male avere un’amica. NO cosa diavolo stai pensando. Dionisio zitto, riesci anche a farneticare con i pensieri. Sei un idiota. 

“Sia chiaro, io non sono solito parlare così tanto, quindi questa ritenetela un’eccezione.
Così anche quando deciderò qualcosa: troppe chiacchiere mi’innervosiscono”

Ah ecco! Che bello avere un capo così, ma dove sono capitato? E ora come faccio a non innervosirlo? Di solito se comincio a parlare è quasi sempre per troppo tempo. Facile. Basta che non parli.

“Fuori di qui faremo finta di recarci subito al castra, io propongo di restare occultati qui intorno.
Lucio, che a quanto sembra conosce la zona, ci farà da guida.
Cosa ne dici?”

Lucio. Che bel nome. E guarda che fisico quel tipo. Chissà quante ore al giorno passerà a fare esercizi, tutto sudato poverino. Potrebbe aver bisogno di un asciugamano. Oddio gli hai guardato il pacco! No no no guarda da un'altra parte se ne accorge, se ne accorge oh mamma che figura ci faccio? Pensa a qualcos’altro Dionisio!

Stringo le chiappe, assumo un’espressione convinta e mi schiarisco la voce con un colpetto di tosse:

“Orbene sono lieto di prestare servigio, comandante Tanos! - ma non avevo detto di stare zitto? Mi viene da piangere - Ritengo oltremodo urgente discutere sulla questione poc’anzi avvenuta e quindi mi presto volentieri a seguire il vostro suggerimento. Ovviamente non ho da obiettare sulle scelte fatte per il Vice, essere Speculatores significa saper rispettare grado e ordini come quella volta che.. ehm coff, cioè… quando lo comandate sono pronto!”


Un brano Silmarien -Lucio Tullio VorenoTanos dichiara di essere un tipo poco loquace, ma già con il suo “discorso” per ha parlato troppo.
Ora mi chiede di guidare il gruppo fuori da li, cosa avrà in mente adesso? Spero che non vorrà parlare di tattiche militari o simili, non potrei sopportarlo.
Ed ecco che i miei muscoli ancora una volta scalpitano mentre faccio strada sussurrando a mezza voce, un po’ per me e un po’ per tutti.
“Più fatti, meno parole.”


Un brano di Sheyraen - Nefer Tileo Malius
L’egiziano è minuto e sulle braccia nude la pelle d’oca tradisce il freddo che sta cercando di sopportare stoicamente. Non è abituato a quella toga, è chiaro, né al rigido clima di febbraio in Roma.
E non è abituato di certo a essere analizzato con tanta invadenza. Piuttosto è lui che ha sempre avuto questo privilegio sugli altri.
Eppure lascia che Tanos, comandante della Coorte XV, conquisti la sua “diagnosi”.
È il suo modo di offrirgli il primo cenno di rispetto per il ruolo che riveste.
Sul volto bronzeo gli occhi neri spiccano di interesse scientifico per l’insolito esame cui è sottoposto, chiaramente uno sguardo che ha goduto del privilegio di una notte di riposo, anche se i segni del recente combattimento in Arena sono ben visibili nel grosso livido sullo zigomo, e verosimilmente sotto le fasciature che si è praticato da solo sulle gambe.
C’è un odore di erbe medicinali addosso a lui, più quello esotico degli oli usati per il bagno, ma i sensi di Tanos il Lupo colgono anche altro, qualcosa che gli trasmette lo stesso brivido provato vicino a Dionisio.
A quanto pare il piccolo egiziano non ha avuto solo il tempo di dormire e fare il bagno, al contrario degli altri, ma ha con tutta probabilità festeggiato la propria investitura in compagnia di una donna.

1 commento:

  1. Che bello leggere questi stralci! Un piccolo passo indietro per vedere da dove siamo partiti... per poi finire in un... ah, no... non faccio spoiler!

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