RACCONTI: Diario di un assassino VIII


Sono in fuga da tre giorni e non me li sento alle calcagna, ma non di meno non farò l'errore di abbassare la guardia e adagiarmi sugli allori come fece Giulio Cesare.

I miei nemici non hanno volto, ma hanno un nome: speculatores. E se, come penso, tra loro c'è un explorator, si tratta solo di tempo: se la preda sarà più veloce, anche se lascia una traccia, allora sarà salva. Se, invece, a essere più veloce sarà il cacciatore, allora la preda non avrà scampo.
E, maledizione, quella preda al momento sono io.

Sono giunto a Bononia(1) dopo quattro giorni di marcia forzata, con riposo di massimo tre ore ogni sei. Sono sfinito e ho bisogno di riposare. Loro contano su questo, sul fatto che riposi. Contano sbagliato.

Per ora il camuffamento come pellegrino sembra stia funzionando, purtroppo ho dovuto tagliare i ponti con tutti i miei informatori e quindi non ho la più pallida idea della mia attuale situazione. E, francamente, non ho nemmeno voglia di scoprirla.

Tuttavia, credo che avendo lasciato aperte tracce sulla mia destinazione, Tergeste(2), credo sia ora di cambiare strada. Scambiare i miei vestiti - ormai sapranno come sono vestito, ci scommetto le caligae - con qualcuno che abbia la mia medesima destinazione e dargli un paio di monete per tener calato il cappuccio in fronte e dire a tutti che intende raggiungere, anche se non è vero, Apamea via terra attraversando solo i Dardanelli credo sia una buona idea. Ma dove andare, dunque?

Beh, ora come ora ho solo tre mete in mente, da raggiungere a stretto giro esattamente nel seguente ordine: terme, popina e lupanare. E, per il resto, ci penserò domani mattina, mentre mi dirigerò a Nord.


(1) Bononia: l'attuale Bologna
(2) Tergeste: l'attuale Trieste
(3) Apamea: ne restano solo i resti dell'area archeologica, era un'importante città prima greca e poi romana della Siria.

Nessun commento

Powered by Blogger.