RACCONTI: Proteggere e servire



Il portico del tempio era deliziosamente fresco dopo l'arsura del mezzogiorno. Le due figure procedettero svelte tra le maestose colonne, approfittando del fatto che a quell'ora - complice il caldo - non ci fosse nessuno in giro.
La bambina ad un certo punto si arrestò sulla soglia di uno dei cortili, e la donna che la accompagnava la guardò preoccupata.
«Cosa c'è, Nefertiti?»
La piccola si guardò intorno smarrita, stringendo i lembi della veste sulle spalle come se fosse l'unica cosa che possedesse. Il che in effetti era vero.
Bastet le andò accanto, accarezzando il visetto magro che sembrava essere sul punto di scoppiare in lacrime. Una piccola nubiana in tutto e per tutto, come sua madre e suo padre. Strano, era la prima volta nella sua esistenza che pensava a lui senza dover reprimere una bella dose di disprezzo ed esasperazione.
Come sono cambiata...
Lei e suo marito avevano atteso anni, vegliando in silenzio su quella piccola vita non appena avevano avuto testimonianza della sua nascita. E quando la madre all'improvviso era scomparsa in circostanze poco chiare erano riusciti ad arrivare per primi. Troppe vite dipendevano dalle scelte che avrebbe fatto quella bambina. E l'unica cosa che avevano potuto fare era trovarle un nascondiglio, il più sicuro possibile.
«Dov'è la mia mamma? E perchè mi hai portato qui?»
«La tua mamma è tra le braccia di Osiride e Iside, ma veglierà sempre su di te. E' stata lei a chiedermi di portarti qui...»
Un'altra bugia, l'ennesima, ma i rischi che correvano erano troppi per lasciare al caso anche il minimo particolare. La collaborazione di Nefertiti era fondamentale, per quanto possibile.
«...tu non lo sai, ma Hirior di Tebe, il sommo sacerdote di Amon-Ra, è tuo nonno e ha chiesto di poter tenerti con sè ora che tua madre è andata nell'Amenti. Avrà cura di te, vedrai.»
Il broncio preoccupato della bambina sparì, aprendosi in un sorriso, e Bastet pensò che non avrebbe mai visto suo padre Seth sorridere così.
«Davvero? E mi insegnerà anche a suonare l'arpa e il sistro, come fanno le sacerdotesse nelle processioni?»
Bastet sorrise. « Penso di sì. Ora andiamo...»
«...e se io non gli piaccio?»
Centro.
Figlia di coloro che lo avevano quasi ucciso sei anni prima per riportare il dio delle tempeste del mondo, il vecchio Hirior l'avrebbe veramente amata come una figlia, come aveva asserito di fare? Perché non poteva crescere quella povera innocente nella propria casa? Lei ed Elios avevano già un figlio che aveva la sua stessa età... ma suo marito era stato irremovibile. E lei lo detestava quando aveva ragione.
«Siamo i reggenti di Khem, credi che le spie di Archantes non abbiano occhi e orecchie qui dentro? L'unico modo per farla sparire è portarla dove il potere di suo padre non ha effetto...sotto l'ala del tuo
A malincuore aveva acconsentito ed eccole lì, entrate dalla porta secondaria del Grande Tempio di Amon-Ra di Tebe, dirette verso gli appartamenti del Sommo Sacerdote. Guardò quella bambina, e tutta la sua innocenza e la sua sofferenza le lacerarono il cuore. E pregò come non aveva mai pregato in vita sua.
Padre, padre, le mie colpe restano solo mie, ma non lasciare che per la mia punizione questa bambina e gli innocenti della nostra terra soffrano...proteggili, proteggici...
Per un attimo la sua percezione cambiò. La sua coscienza si dilatò come le ali di una farfalla che escono dal bozzolo, sentì il battito del cuore della bambina e quello di poche settimane che portava in grembo come fossero il suo, una sorta di estasi, di rapimento..sentì...
«Signora, mi fai male...»
La voce piagnucolosa di Nefertiti la riportò in sè e vide che la stava abbracciando convulsamente, come se temesse di vederla morire da un momento all'altro.
«Scusami, piccola...mi sono commossa, sai, mi sono affezionata a te in questi giorni...ora andiamo, nonno Hirior ci aspetta.»

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