RACCONTI: Diario di un assassino VI


26 agosto.

Un altro anno si è compiuto e più di un rotolo ho riempito. E questa data, onorevole ricorrenza della mia vita, inaugura un altro rotolo di questo diario. Sto per finire il cursus al Magisterium Minervius. "Maestro d'Ombra" mi chiamano e la cosa mi piace. Non sapevo che le ombre potessero fare tanto, ma avevo notato un anno fa come la mia alle volte... beh, pensavo di essere pazzo o di avere allucinazioni, ma sembrava che talvolta la mia ombra si muovesse da sola, indipendentemente dai miei movimenti.
Ora so che è davvero così.
Non mi manca molto alla conclusione e fra poco sarò definitivamente addentro al più grande segreto dell'Impero di Roma.
Anche se, pare, ne esista un sesto, di segreto. Devo scoprirlo. Per il bene del mio ordine.
Durante questo anno non mi sono mai fatto vivo con la mia maestra, né con nessuno dei miei pari. Troppo pericoloso: dopo la rivolta capitanata e voluta dal precedente Archantes e i disordini che ne sono conseguiti in Aegyptus noi siamo stati definiti "estremamente pericolosi, da uccidere a vista".
Purtroppo la cosa si complica se invece riescono a prenderti vivo.
Ho sentito dire che ne hanno preso uno al Magisterium Martialis, dove vengono addestrati i violens, e che è sparito nell'oblio. Ma poi mi sono giunte voci che ad Alexandria hanno sgominato un'intera squadra di assassini, un'intera Mano. La cosa ha dell'incredibile, ma vedendo il grado di istruzione e preparazione qui non mi sorprende più di tanto.
Minea, la mia spia migliore, mi ha avvisato del pericolo di comunicare con Avaris e, unendo tutto in un unico pensiero coerente, credo che quanto ho raccolto come informazioni in questo diario saranno la migliore scusa per il mio silenzio con Archantes, specialmente perché non ho intenzione di avviarmi nel deserto di Apophis diretto nell'Amenti prima del tempo e per una cosa così stupida.
Come se non fossero sufficienti i problemi di un grande impero come quello di Roma, ci si è messo pure questo fantomatico Riformista. Sta per scoppiare una guerra civile e la cosa non mi piace molto, potrebbe complicare ulteriormente le comunicazioni con casa. Un anno è già passato, non posso permettermi di restare in silenzio ancora a lungo.
Questa notte è stata la mia notte, ha quasi dell'incredibile la coincidenza delle cose, del rincorrersi di questo 26 agosto nella mia vita, non tanto come ricorrenza del mio compleanno, quanto come ricorrono gli eventi importanti della mia vita in questa data. Dovevo solo andare dalla Sibilla, riferirle il messaggio della Magistra e riportare il vaticinio che Ella mi avrebbe dato.
E tutto è andato a puttane.
Per nuovermi a mio agio lo speculator in prova che ero è diventato l'assassino e con la magia delle ombre è stato quanto mai facile scavalcare il muro di cinta della Cittadella degli Spiriti, come viene chiamata la sede appena fuori Roma dove le novizie della Sibilla risiedono e dove la stessa abita. Tanto facile quanto scavalcare il muro di cinta della Casa delle Vestali, sebbene con una finalità molto meno piacevole. E' stato anche più facile passare tra le guardie armate senza farmi vedere per entrare non visto nella camera della Sibilla, ma non sono riuscito a portare a termine il mio compito. Qualcun altro è entrato subito dopo di me e non si è fatto molti scrupoli: come la Veggente ha reagito, uno di loro le ha tirato un pugno violento al punto che la donna, magra e diafana quasi, ha sbattuto la testa contro il muro lasciando una chiazza rossa e la vita.
Merda merda merda. Non poteva succedere in un momento peggiore. Sono filato via, anche perché non avevo componenti con me, finiti con l'uso delle liane per entrare. Ho trovato degli appigli sul muro che solo un assassino può scorgere e usare e mi sono arrampicato fino al tetto, cercando di pensare al da farsi. Dovevo pur tornare dalla Magistra con un responso, ma ora la Sibilla non c'era più.
E' stato allora che è successo.
E' stato allora che l'ho incontrata. Profuma di rosa canina e i suoi capelli lunghi fino in vita sono un manto di seta arricciata. Dei se urlava. Urlava e scalciava come un'ossessa mentre in quattro si davano da fare per trascinarla via e dentro il complesso, dove stavano le altre, si scatenava il finimondo.
Era così magra. Così indifesa. Urlava, piangeva. Ma non implorava pietà. Inveiva come una dea caduta.
Era così piccola, fragile nel corpo quanto forte nello spirito.
Era un'innocente.
Anche la Sibilla era un'innocente e quei quattro hanno assaggiato la giustizia di Seth senza nemmeno rendersene conto. Non so bene come ho fatto a usare il passaggio senza componenti, ma credo che sia per quel fattore inspiegabile che esula dal nostro controllo: sono diventato un fulmine. La cicatrice che mi solca il braccio sinistro, come una bruciatura, mi ricorda cosa ho provato. Ma dovevo intervenire e l'ho fatto. Sono sceso, l'ho portata via e poi, dopo averla stretta e sentito il suo profumo, sono tornato giù a finire i quattro.
Dopo che sono tornato sul tetto a prenderla non ha più detto una parola, nemmeno quando sono andato via.
Ma sono ancora senza alcun responso. Chissà che voleva dire la Magistra con quel: conferma o signora che il nodo bianco, nero, azzurro, oro, verde e rosso, è un nodo indissolubile, un nodo che non si spezza.
Temo che resterà un mistero. Bussano. L'ho detto, è la mia notte. E' il 26 agosto.


POST SCRIPTUM: Rientro ora da una cerimonia sbrigativa quanto informale. Sono ufficialmente entrato a far parte della Specula e la mia magistra mi ha confermato di tenere la fusciacca rossa dei maestri d'ombra. La mia domanda è... se i magisterii sono cinque, perché il simbolo della Legio M Ultima raffigura sei gladii attorno all'aquila imperiale?
Troverò questa risposta e sarà orgogliosa Archantes di me, sarà fiera la mia maestra.
Sono Tamer Aziru Khenzer.
Sono un Assassino di Seth Maestro d'Ombra.

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