BIBLIOTECA: La leggenda del Drago D'Argento I - La spada nera



La leggenda del drago d'argento I - La Spada Nera
Paolo Massimo Neri
Editore: self-publishing CreateSpace
Formato: ePub - Mobi
ISBN: 9788867515585
Prezzo: € 4,11

Formato: Cartaceo
ISBN: 9781480071506
Pagine: 470 - Brossura


Sinossi 
La grande Guerra di Shuraam è finita da molti anni. Nei villaggi delle terre dell'Ovest regna ormai la pace e la prosperità. In uno di questi piccoli paesi, un ragazzo di nome Koddrey, che non conosce il proprio passato né i suoi genitori, viene cresciuto con amore dai suoi zii. Con l'aiuto del nonno Guyl, un ex guerriero ed ex insegnante di armi arrivato improvvisamente, imparerà l'arte della scherma per iscriversi alla scuola di Spada di Willysberg, una città che si affaccia sul Mare delle Assurie. Qui, Il ragazzo andrà incontro ad avventure straordinarie e conoscerà mondi completamente diversi dalle sue Terre dell'Ovest, ma che lo aiuteranno a scoprire una parte delle sue origini che lui non credeva di avere. L'amicizia, il coraggio, il sacrificio, la scoperta di una spada nera appartenuta al padre, dato per morto in un assedio, lo accompagneranno in un viaggio molto duro dove affronterà, insieme ai suoi nuovi amici, anche il male sotto forma di demoni, schiavi della magia nera e costretti a nutrirsi di carne e sangue umano per sopravvivere. E conoscerà, sia pur in modo rocambolesco e fantastico, un drago d'argento il cui nome si era perso ai limiti della leggenda...

Trama
La storia percorre la giovinezza del protagonista, un ragazzo di nome Koddrey Dosberg cresciuto dagli zii alla morte dei genitori durante un’improbabile assedio.
Il nonno paterno, venuto a sapere della sua esistenza, lo prende sotto la sua ala protettiva e niente è meglio di questo se l’ala appartiene a Guyl “Ferrobraccio” Dosberg, avventuriero e cavaliere ormai in pensione che decide di preparare il nipote all’arte della spada e alla via del cavaliere in virtù della sua prossima entrata alla scuola di spada di Willysberg.
Dopo un incontro rocambolesco con la futura compagna di avventure Teela, figlia del locandiere Huggy “Doppialama” Foltz, grande amico del nonno, Koddrey finalmente parte per gli studi al castello di Willysberg, dove incontrerà non solo nuovi amici, ma anche parenti che non immaginava di avere e scoprirà – talvolta suo malgrado – tessere non indifferenti sul mosaico della sua stessa vita.
Il pericolo si annida ovunque, anche all’interno stesso del castello considerato una roccaforte inespugnabile,   in un crescendo emotivo Koddrey incomincerà a conoscere davvero se stesso e i segreti celati dietro un sigillo sconosciuto.

Parere
Il libro è scritto in termini molto semplici e diretti che rendono la narrazione fluida, sebbene per quasi tutta la prima parte si abbia un’impressione di lentezza dettata dalla necessità di introdurre le molte sfaccettature di un mondo nuovo, con nuove regole e nuovi ordinamenti sociali che, pur mantenendo una linea generale con il fantasy classico, se ne discostano a sufficienza per poter essere definiti quanto meno fuori dal comune.
Ai lettori più esigenti e “scafati” non scapperanno i molteplici riferimenti a una letteratura variegata che può spaziare dall’immancabile Tolkien al meno conosciuto Moorcock, a una soffiata di magia alla Paolini corredata da una breve citazione al filone magico della Rawlings fino a raccogliere sul finale un vago retrogusto alla Star Wars. Tutto questo è indice di un bagaglio culturale notevole dell’autore e di sapienti intrecci di nozioni molto diverse sfruttate per costruire un mondo che fosse su misura per la propria penna.
Così, se l’idea di un cavaliere che studia di spada capace anche di usare la magia come nei libri di Paolini può forse far storcere il naso dubbiosi, l’insieme qui risulta invece ben dosato e amalgamato, intramezzato da piccoli colpi di scena e momenti di tensione emotiva alla scoperta delle prime infatuazioni e la solidità dell’amicizia stretta come solo i veri guerrieri sanno fare: amicizie che dureranno una vita grazie a una seria e duramente lottata sfida a fil di spada. E se la spada nera ricorda ai più stagionati di noi la Stormbringer di Moorcock, tale interpretazione non può essere più sbagliata e Koddrey non può essere più distante da Elric di Melnibonè.
La citazione alla Rawlings è legata, più che alla compagnia di Harry & Co., alla concettualizzazione della scuola e il Castello di Willysberg ricorda molto Hogwarts non tanto nella descrizione degli ambienti, quanto nelle atmosfere evocate dall’abile penna di Paolo Massimo Neri e se a Hogwarts la fanno da padrona le scale a cui “piace cambiare”, a Willysberg sono gli specchi a regalarci scorci di sovrannaturale.
Sin dai primi momenti dell’arrivo al castello si denota la futura compagnia che seguirà Koddrey nelle avventure dei prossimi libri, dispiegata sotto agli occhi del lettore senza falsi pudori o inutili voli pindarici: i futuri eroi vengono presentati al lettore uno a uno, con le relative capacità, specialità d’arma, carattere e psicologie ben delineate, tranne forse che per gli elfi tratteggiati bene, ma a mio modesto avviso divenuti fin troppo umani in un lasso di tempo assai troppo breve, come nel caso del maestro di tiro con l’arco, più che del figlio.
Il ritmo molto rilassato della prima parte del libro, colmo di nozioni comunque necessarie, lascia spazio a un rincorrersi di intenti nella seconda parteche aumentano il ritmo narrativo e coinvolgono maggiormente il lettore con gli intrecci che l’autore ha saputo abilmente gestire per creare quella suspence che induce a voler leggere subito il resto per vedere come va a finire la storia perché Neri sospende la narrazione nei punti giusti, lasciando il giusto grado di cose in sospeso da essere chiarite.
Altro fatto assolutamente di pregio è l’originalità di un “ritorno alle origini”, con personaggi che di comune non hanno nemmeno l’apparenza visto che sono capaci di fare sin da subito – o con molta più facilità rispetto agli altri – cose che normalmente necessitano di molti anni di addestramento; sono personaggi chiaramente destinati a un glorioso futuro da eroi, quindi ben lontani dai cliché del ragazzo “normale” caduto in una cosa più grande di lui che affronterà con più coraggio di molti altri una situazione di emergenza (come ad esempio Spiderman, Frodo, ecc.). La ricerca di sé è un tema sempre molto sentito e che ben si innesta nella dicotomia classica del fantasy di Bene e Male in perenne lotta per la supremazia e se all’inizio i cattivi fanno il ruolo di comparsa, nella seconda parte la comparsa comincia a pretendere il ruolo di co-protagonista.
Stilisticamente curato, per essere il primo libro di un autore emergente e sconosciuto in auto pubblicazione è editato con estrema attenzione e i rari refusi vengono saltati a piè pari senza nemmeno prenderli in considerazione, la grammatica viene finalmente amata e usata (sono ancora scossa da recenti brutte letture) come dovrebbe essere e la semplicità di linguaggio cela una ricchezza dello stesso non indifferente che consente al lettore di cogliere le sfumature senza doversi ripetere. Anche in contenuti, benché triti e ritriti sul filone principale, il libro denota una struttura organizzata e coerente, con particolare cura alle regole ambientali e sociologiche che molti novelli autori italiani fin troppo spesso tralasciano.
Nel complesso il libro quindi parte con un assetto a pieno carico e se dopo poche pagine sembra che tutto quanto mostrato sia troppo, ogni dettaglio trova nel complesso la giusta collocazione man mano che la lettura procede e come un’auto di formula uno questo libro si lancia sufficientemente alleggerito verso il traguardo all’ultimo giro di pagina.
In definitiva, pur avendo affrontato molto scettica questa lettura ed essendo rimasta basita dalle tante, ma veramente tante cose che il Neri mette in mano a Koddrey senza una spiegazione plausibile, mi ritrovo a dover rimangiare quella primissima impressione perché, una volta chiuso il libro, mi ritrovo soddisfatta e colpita dalla sua abilità nel crescere e far crescere pagina dopo pagina il tono della lettura andando a porre ogni dettaglio inizialmente stonato nella giusta prospettiva e togliendogli quell’aria di assurdo dell’inizio. 
Se l'autore, in una futura revisione volesse rendere un po' più dinamica e meno corposa la prima parte, così da dare meno l'impressione di noia che rende difficile superare, talvolta, lo scoglio delle prime ottanta pagine, di certo la valutazione e il pregio di questo libro schizzerebbero verso l'alto notevolmente, molto più di quanto già non facciano nell'odierno - desolante - panorama del fantasy nostrano.
Come si suol dire in questi casi dalle mie parti, comunque: tanto di cappello.

Voto: 4/5





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