Brani: Augusta Taurinorum

Eliogabalo si calò dalla finestra utilizzando la stessa corda che aveva usato l'altro esploratore per poi scomparire nella via buia correndo nella stessa direzione presa dal collega.
Per fortuna si è levato le caligae altrimenti lo avrebbero sentito fino al palazzo del Praefctus.
Domiziano rimase alla finestra innalzando mentalmente una preghiera a Dio affidandogli i compagni in strada.  Si voltò e, dopo essersi versato del vino in una coppa si mise a leggere un rotolo che gli avevano appena consegnato. Era arrivato un ragazzino mandato dall'intagliatore di legno consegnandogli un foglio ripiegato e sigillato con della cera.
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Nel buio della notte, tra le strade illuminate solo dalla luce lontana delle stelle Eliogabalo riuscì a vedere l'ombra dell'esploratore svoltare a sinistra. Quando giunse all'angolo lo vide rallentare fino a fermarsi tendendo le orecchie. Eliogabalo temette di esser stato scoperto ma si rese conto che invece Elios si era fermato per un rumore che proveniva davanti a lui. Infatti intimò a chi si nascondeva tra le ombre di uscire senza tentare scherzi. Elios rimase stupito nel vedere un uomo e una donna disarmati uscire dalla stradina laterale, un bugigattolo tra due insule accostate ed unite al piano di sopra. Lui impugnava i suoi due gladii ed era pronto ad attaccare mentre quelli non erano due banditi come pensava ma si accorse che non erano soli.

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