BIBLIOTECA: I Guerrieri d'Argento


I Guerrieri d'Argento - Elvio Ravasio
Editore: Senso Inverso
Pagine: 159 - Brossura
ISBN: 9788896838259
Prezzo: € 15,00

Sinossi
Un nemico da anni celato riemerse dalle tenebre, si impossessò di un segreto libro di incantesimi, stravolse le regole, indusse il lato oscuro di ogni individuo a riemergere. Un potere enorme che creò caos e assoggettamento; Nayla, Elamar e Gotland furono scelti per contrastare tale forza, inconsapevoli dei loro poteri dovettero imparare a dominarli, sconosciuti tra loro divennero amici, uniti da un insolito destino.
Una stirpe di immortali guidata da sette re, un popolo autoesiliato in un bosco arcano e un'etnia rinchiusa da ere nelle viscere della terra, formeranno un esercito unito contro l'oscura minaccia. Ma sarà qualcos'altro a indurre il male all'eterno oblio.
Un racconto appassionante nel quale fantasy e supereroi troveranno un filo di congiunzione forgiando un genere diverso in cui una narrazione avvincente darà vita alla vostra immaginazione.

Trama
La storia vuole raccontare in modo molto semplice e forse anche u po’ banale il viaggio, sia psicologico che fisico, di tre ragazzi che scopriranno l’amicizia, il dovere, nuovi popoli che sono fantasy, nuovi poteri.
Scordatevi elfi, nani, goblin, ecc., qui non ne troverete. Eppure tutto è fantasy, dall’ambientazione così tipica e così varia, ogni popolo ha delle caratteristiche particolari, come gli Emidi del Bosco Senza Tempo o gli Omini che vivono nelle profondità delle grotte a curare l’ultimo drago rimasto in vita, creduti estinti si rivelano essere invece una popolazione chiusa – ma non troppo – decisamente orgogliosa e permalosa (e in questo ricordano abbastanza i nani).
Purtroppo non mi si chieda molto di più, non è stato poi così semplice estrapolare tale trama dalla lettura vista la qualità del libro. In questo libro si narra di questo viaggio di scoperta, di battaglie campali tra bene e male inchiostrando supereroi da fumetto in un mondo creato ex-novo.

Parere
Una favola per bambini. Così mi è stata prospettata dall’autore, Elvio Ravasio, e così l’ho letta: aspettandomi una favola per bambini e trovandovi una bella favola che in definitiva non dispiacerebbe nemmeno ai grandi, se non fosse per tutta una serie di errori stilistici che ne abbassano il livello.
La trama, per quanto sia possibile comprenderne dalla lettura, non è chiara e lineare come dovrebbe invece essere e il fatto di essere stato scritto per bambini il cui target medio è dai dieci ai dodici anni, non è una scusante per buchi di logica evidenti. Ricordiamo che il target è lo stesso di chi oggi legge i libri di Geronimo Stilton, ragazzini che ho sentito dire alla madre, in libreria: “Non so se lo voglio quello nuovo, su quell’altro c’era scritto così e così e poi invece ha detto e fatto cosà.”
Come dire: giovani sì, ma stupidi mica tanto. Certo, molti non se ne accorgeranno, ma molti altri invece lo faranno.
La storia entra poco nei dettagli e scorre rapida, forse per mantenere alto il livello di attenzione notoriamente basso dei più giovani, l’intento di Elvio era quello di raccontare una storia fantasy a sua figlia e di invogliarla a leggere, compito questo assai arduo. Ciò non toglie che pur avendo tratteggiato un mondo completamente nuovo e averlo descritto con pennellate essenziali e precise, purtroppo le scelte di sviluppo della trama arzigogolate e senza apparentemente un senso se non quello scenico, rovinano l’insieme.
L’apporto del linguaggio che vuole essere “fresco” e giovane viene meno da un italiano troppo spesso scorretto nelle regole grammaticali, povero come ricchezza di linguaggio e anche se i dialoghi risultano piuttosto brillanti in alcuni passaggi, intere frasi lasciate a metà bloccano il crescendo di aspettativa che un lettore ha nel progredire dell’avventura.
Molti passaggi si rivelano inconcludenti o, peggio ancora, incongruenti rendendo un’avventura che non può essere nulla di più classico, non che sia un male questo, evidentemente bistrattata da chi avrebbe dovuto valorizzarla. Purtroppo, anche in questo caso l’apporto fondamentale della casa editrice su di un importante lavoro di editing e revisione viene meno e rovina un libro che prometteva molto bene e che, se curato meglio, si sarebbe potuto rivelare un gioiello della narrativa fantasy per bambini.
Molti diranno che non dobbiamo aspettarci che gli esordienti siano novelli Tolkien, ma chi legge si aspetta che le regole basilari della grammatica e della scrittura creativa siano rispettate, un punto di vista non può saltare da un personaggio all’altro all’interno dello stesso periodo più volte, come è inutile far dire ai personaggi le stesse cose già descritte in precedenza: questi infodump ne “I guerrieri d’Argento” sono numerosissimi e rendono il libro ripetitivo e un pochino noioso a tutti.
A chi pensa che siccome il libro è pensato per dei bambini questi dettagli non siano rilevanti faccio presente che chi è cresciuto leggendo “La storia infinita” o i racconti di Salgari non è pressoché mai incappato nel pensiero ricorrente che può essere giustificabile non scrivere bene, essere incongruenti o contraddittori.
Per la serie anche l’occhio vuole la sua parte, sono splendidi i disegni che lo corredano e anche se immaginarsi il personaggio dalle descrizioni presenti nel libro può essere un esercizio molto piacevole per il lettore, la raffigurazione dei personaggi secondo ciò che ha veramente in testa l’autore (bravura sublime questa, degli illustratori) aiuta di certo i più piccoli a focalizzare i dettagli delle descrizioni sulle immagini, aiutandoli in questo percorso immaginifico con la fantasia.
La versione cartacea presenta delle illustrazioni in bianco e nero che, pur nella bellezza del tratto, sono alquanto insipide, forse riadattate dal colore ma con poca qualità, e per un libro fantasy e soprattutto un libro per bambini avrei visto meglio a colori come le tavole che si possono trovare in rete.

Voto: 2/5

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