Personaggi: Haimirtch Etrurio Venetio detto “il folle”


Nome: Haimirtch Etrurio Venetio detto “il folle” (Furens)
Classe: Exporator
Provincia: Venetia
Età: 35
Sesso: M
Carattere: particolarmente lamentoso. Un ragazzo pieno di vita con un interesse smisurato per le lingue e le culture non romane, donnaiolo per noia, si mostra duro e solitario anche se in realtà soffre la solitudine imposta.
Descrizione: alto, magro, capelli lunghi castani chiaro, pizzetto, volto magro e lungo, occhi verdi con una scintilla interna color giallo-rossastra.


Gli inizi: tra prati e fiumi.
Sono nato da una famiglia di allevatori e macellai di cavalli poco fuori Patavium e ho passato l'infanzia con la famiglia di mia madre.
Di mio padre non ne sa molto, mi hanno detto che era un etrusco di mezz'età dagli occhi dorati e che è morto mentre lo rapinavano... o almeno così dicono, ero molto piccolo quando avvenne quindi non ricordo niente di lui.Fin da che ho memoria ogni notte, nei miei sogni, mi trovavo in una landa brulla vicino ad un fiume, lì vi era barca, c'era un solo rematore che usava una lunga pertica, era gentile con me e mi permetteva di salire per fare un giro con lui.
Mi dava un sacchetto dove i traghettati mettevano delle monete per pagare il pedaggio.
Alcune volte il nocchiere mi mandava da un suo amico su un'altra barca, il nocchiere di quest'ultima mi portava sempre a giocare con le mie sorelline ed altri bambini in dei bellissimi prati fioriti.
Quando fui più grande il primo m'insegnò a remare e nei sogni dalla maggiore età in poi remai con lui per aiutarlo nel suo lavoro. E mentre lavoravamo m'istruiva sui grandi uomini del passato.

Ho due sorelle minori, due tormenti con le gonne, molto carine.
Sono alte, sane e con un gran senso degli affari. I loro occhi riflettono il cielo e i loro capelli sono come del colore del cuoio chiaro. Per il mio popolo hanno i miei stessi diritti quindi potete immaginare che infanzia ho passato con loro... quando erano stufe di picchiare i ragazzi che si prendevano troppe libertà, lasciavano fare a me.

Frasi celebri:
- Questo cavallo è MIO!!!!
- Avrei dovuto ascoltare mia madre! Macellare persone non è retributivo come gli animali!


L'esercito: tra gare, esplorazioni, risse e l'infermeria
Quando ho detto che mi sarei arruolato nell'esercito tutte le donne della mia famiglia si sono messe d'accordo e mi hanno preso a sberle, una alla volta! Perfino la nonna! Al solo pensiero mi fa ancora male la mascella per i ceffoni.
Per contro, quando sono andato ad arruolarmi, mi hanno scartato subito. Ma che cazzo!
Mi hanno detto che non essendo romano non potevo far parte delle legioni regolari anche a causa delle mia statura... troppo alto per loro, nanetti del cavolo.
Andando ai giochi dimostrativi fatti dalle legioni li ho visti fare a gara con il pubblico in gare sportive. Partecipando ad esse ho umiliato tutti i loro cavalieri con un cavallo non sellato, e uno dei loro ufficiali mi ha preso e mi ha permesso di reclutarmi presso le Auxilie equites.

Lavorare qui è fantastico! Cavalco tutto il tempo! Ho imparato a tirare con l'arco, a lanciare il giavellotto e a fare qualsiasi cosa su una sella! Adoro questo lavoro!
Al fronte mi hanno messo sempre nei gruppi di esplorazione. Ogni due settimane con la legione mi mandavano una settimana in avanscoperta... non so se lo facevano perché ero il migliore o perché mi capitava ogni tanto di fregare involontariamente la donna a qualcuno... quando è successo con l'optio a cui ero sottoposto non gli è andata molto a genio...
Questi viaggi esplorativi però mi hanno permesso di conoscere molte culture e molte lingue.
Il mio carattere è sempre stato un problema... se non mi andava a genio qualcosa lo dicevo, quindi mi lamentavo del fatto che mandassero sempre me in esplorazione o del fatto che secondo me i legionari erano dei fannulloni rispetto a noi... ovviamente, le risse con loro non mancavano mai.

Menare le mani è il modo migliore per farsi amici secondo me... io meno un po' te, tu meni un po' me, poi andiamo a berci qualcosa assieme ed infine in punizione a causa della rissa... in compenso alla volta dopo si va direttamente a bere!
Le volte che sono finito in infermeria mi hanno insegnato che le risse provocano un legame profondo... quando ci si va entrambi, è ovvio... dopo quelle occasioni sai che vorrai quella persona come compagno di battaglia, perché lui sarà il primo a proteggerti le spalle, perché non permetterà a nessuno di ucciderti. Vuole essere lui stesso a farlo, ma faccia a faccia.
Ho visto che vale anche per chi ha grossi debiti verso i commilitoni, ma non è il mio caso.
Sono state poche effettivamente le volte che mi sono risvegliato in infermeria. Mi ricordo quella con il britanno durante un'esplorazione e quella sul Reno con il centurione... per una questione di importanza “sociale” dei ranghi... 'mmazza quante botte quella volta.

Il fatto che finivo spesso in infermeria, che sopravvivevo sempre alle battaglie ed alle esplorazioni, il fatto che non si sappia niente di mio padre ed il mio bell'aspetto ha portato i legionari a credere che in realtà io sia un figlio di Plutone e quindi sono protetto dal dio dei morti... non so se sia vero o meno e non m'interessa, ma dirlo per rimorchiare funziona e quindi lascio che pensino quello che vogliono.

Frasi celebri:
- sono stato da nord a sud di questo lato dell'impero....conosco la strada, grazie!
- dopo giorni di marcia niente è più soddisfacente del freccettare qualcosa :)


Dietro al nemico, la Specula
Mentre ero di stanza nella Dacia sono stato mandato più volte in missione oltre il confine a controllare le azioni dei Goti e dei Gepidi.
Tuttavia l'ultima spedizione è stata la più particolare, mi hanno mandato assieme ad un piccolo gruppo di altri legionari, di varie tipologie, a prendere la testa di un capo Gepida. Purtroppo, come scoprimmo, i Gepidi sapevano del nostro arrivo... e del nostro obiettivo!
In quella missione ho visto cosa voleva dire vedere la morte in faccia.
Ad un giorno di viaggio dal confine abbiamo perso 2 ragazzi, uccisi in un'imboscata. Nei quattro giorni successivi ci hanno azzoppato i cavalli rimasti e l'unico sano lo ha preso uno che è scappato. Ci siamo trovati da circa 20 a 12 in meno di cinque giorni, con le razioni diminuite, senza cavalli ed in territorio nemico.
In altri tre giorni abbiamo finito i giavellotti, mi si è rotto l'arco ed è morto il cerusico.
A dieci giorni dalla partenza ci siamo divisi in due gruppi: gli esploratori, combattenti leggeri, sono andati avanti ed i legionari regolari sono rimasti indietro a fare da bersaglio.
Dovendo fare alla svelta combattei con due spade invece che usare lo scudo perché è più pratico anche se mi diverto meno a combattere così, e poi lo scudo lo avevo prestato ad un legionario.
Correre, uccidere, proseguire! Ecco cosa ci dicevamo per continuare l'assalto, uccidere mentre passi tra gli alberi. Para, uccidi, avanza, schiva, azzoppa, avanza... con una spatha devii il colpo e con l'altra uccidi e poi prosegui, un'intera notte così!
Per scalare la palizzata mi sono arrampicato su di un albero vicino e sono entrato nel loro accampamento lanciandomi.
Da lì ho iniziato ad uccidere chiunque cercasse di attaccarmi... volevo massacrarli tutti!
Il loro capo ha accettato la sfida che gli ho lanciato piantando le spathe a terra e, dopo aver preso il gladio, ho tracciato una linea per terra davanti a me e poi l'ho piantato dietro di me, lui fece lo stesso dietro di sé con un pugnale ed entrambi sputammo alla nostra destra, poi iniziammo lo scontro riprendendo ciascuno le proprie armi.
Ho continuato con il mio metodo su di lui: evita e colpisci, l'unico metodo applicabile contro uno con un'ascia grande quanto lui, finché non ne potè più ed allora lo decapitai, presi la sua testa e uscii sotto gli occhi terrorizzati di tutti i presenti e di un'altro explorator che era entrato nell'accampamento ed aveva visto lo scontro.
Poco dopo sono arrivati gli ultimi due compagni a prenderci e ad aiutarci a scappare.
Tornammo al castra solo in cinque, quello fuggito lo trovammo morto durante il ritorno e gli altri erano caduti durante la ritirata.
Io e Marco siamo stati gli unici exploratores a tornare indietro, ironia della sorte lui è morto a causa delle ferite, ma sul letto dell'ospedale da campo ha raccontato ciò che è successo, oltre allo scontro con il capo Gepide disse anche delle cure provvisorie che gli avevo fatto per farlo arrivare vivo al campo.
Io rimasi per più di un mese in ospedale a causa delle ferite riportate, i problemi principali erano le schegge prese mentre mi arrampicavo sull'albero.
Così scoprii che quella era una missione della Specula e mi presero reputandomi il più adatto.

Frasi celebri:
- So che ci sei... quindi sii pronto, perché sarà la tua ombra ad ucciderti.
- Giorni di viaggio? Perfetto! Vuol dire che ho trovato cosa fare per un po'!


Tarsos
Mi è stato dato il comando di una coorte della Specula.... Fu allora che cominciò il vero divertimento.
Ricordo quando ho giocato a nascondino con degli alchimisti a Tarsos.
Dare loro la caccia è stato divertente, cercare le loro tracce, cacciare la fauna locale ed anche combattere i loro amici.
Però avrei preferito fare di più, ma essendo il comandante non dovevo espormi troppo, però quando mi stavo per buttare nella mischia mi sono trovato un'orda di gente che scappava dalle caverne e quando sono riuscito a passarli sono stato sbalzato fuori dall'esplosione delle grotte.
Mi trovai davanti alle rive del fiume dei miei sogni, il nocchiere era come sempre indaffarato, ma quando mi vide si fermò e mi disse stupito: ”Figliolo! Che ci fai qui?” gli risposi ”Non lo so...”
Mi sorrise come faceva ogni tanto e mi disse: ”Non oggi, figliolo, non oggi! Torna indietro”
Quando mi ripresi e mi rialzai avevo una grossa scheggia di legno impiantata in un fianco tanto da bucarmi l'armatura. Strappai da un morto che trovai vicino a me un pezzo della casacca e mi fasciai la ferita, poi cominciai ad aiutare gli altri a scappare da quell'inferno sorreggendo uno dei sequestrati che era ferito ad una gamba.
Portata in salvo una persona mi trascinavo ad aiutarne un'altra finchè non crollai addosso a Tuscia, svenuto a causa dell'eccessivo quantitativo di sangue perso.

Frasi celebri:
- Io trovo sempre quello che voglio...soprattutto cibo, informazioni......e belle donne :D
- Levati dalle scatole o ti uso come bersaglio da allenamento con l'arco!


Ribellione
La guerra di strada non mi piace! Non ti permette di avere una buona vista del nemico, quindi devi affrontarlo per forza a distanza ravvicinata.
Per ordine imperiale (falsificato ovviamente, ma per necessità) ci prendemmo un centuria da comandare ed una caserma di vigiles, per sicurezza.
Ci dividemmo in 2 gruppi, i Vigiles con me ed i legionari con gli altri.
L'idea era che coi vigiles li avremmo presi alle spalle, tuttavia ci hanno intercettati ed hanno massacrato i poveretti con me... quindi mi ritirai per diventare un'esca per i nemici.
Partire al galoppo a cavallo dal centro della mischia con il nemico per portarli dagli altri, cercando di non farsi impalare dai giavellotti, non è divertente!
Fortuna che avevo lo scudo dietro alla schiena, altrimenti un pilum mi avrebbe trasformato in uno spiedino... il cavallo invece venne ferito superficialmente.
Però ho ritrovato un paio di vecchie conoscenze in quella missione, alcuni di quelli con cui sono finito in infermeria ed un altro gruppo di stronzi che è stato piacevole prendere a frecciate... vedere i nemici sopravvissuti venire crocefissi non mi è piaciuto molto, e nemmeno le loro guerriere che prima sono state violentate e poi crocifisse... ah, i legionari... in compenso mi sono preso qualche ricordino da quei tizi... non hanno obiettato.

Tra i vari souvenir c'era una spilla all'onore militare di uno di quegli stronzi che una volta era al confine... ora fa parte della mia collezione: un'aquila d'oro che riesce a coprirmi quasi completamente un pettorale.... va con un'armatura di cuoio di gala. Il quantitativo di spille per riconoscimenti le rende quasi due corazze.

Frasi celebri:
- Dai, prova a prendermi!
- Un po' di streaching e di allenamento con le armi fa bene ma a stomaco vuoto!

1 commento:

  1. Il Decurione Haimirtch Etrurio Venetio apprezza questa pagina! ;)

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