Personaggi: Tamer Aziru Khenzer

Autore: Azia Medea Rubinia Antinea

Nome: Tamer Aziru Khenzer
Provincia natale: Aegyptus
Età: 25
Sesso: M
Classe: Sapiens, spec. Maestro d’Ombra
Descrizione: occhi grigio argento, capelli neri cortissimi, fisico atletico ma non imponente (quanto basta per menar le mani come si deve), naso dritto, zigomi squadrati, pelle perennemente abbronzata, barba cortissima e ben curata da sembrare di no. Insomma, un figo.

Gli inizi – ignorato sto bene
Sono nato nella bella, misteriosa e per certi versi oscura Avaris, prima che Aegyptus diventasse autonomo e ripristinasse le antiche usanze e gli antichi dèi come si conviene, grazie ai principi di Aegyptus. Non siamo certo tornati ai fasti dei Faraoni, ma come provincia autonoma del grande impero di Roma ce la passiamo abbastanza bene.
Non posso certo lamentarmi: un’infanzia normale in una famiglia nobile impoverita, ma che vive onestamente di commercio (in crescita a dir la verità), con troppe bocche da sfamare, specialmente quella del primogenito maschio, l’erede designato. Mio fratello. Che palle.

Cresciuto quindi piuttosto ignorato dalla famiglia, nessuno ha avuto niente da ridire quando ho iniziato a studiare presso uno scriba del grande tempio, né hanno detto nulla quando ho iniziato a passare buona parte della giornata all’Accademia del Grande Tempio. Troppo impegnati con i commerci, a trovare il modo di esentare mio fratello dal servizio militare, a sposare le mie tre sorelle. Ottima cosa, visto come poi passavo le mie notti…

A sedici anni sono entrato come tutti i giovani della mia età in Legione per il servizio militare obbligatorio di dieci anni da cui sarei uscito uomo, a detta di mio padre. Ne sono uscito prima, per entrare nella Specula. Quello che non hanno mai davvero capito i miei è che a me piaceva studiare, andare a donne e menar le mani e che nella Specula sono entrato proprio per questo.

Frasi celebri
- "Ci sono, non ci sono, ora mi vedi, ora non mi vedi più. Se mi senti, porta i miei saluti ad Anubi."
- "Non sono sbruffone, è che sono maledettamente bravo in quello che faccio."


Guerra: se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
La mia prima esperienza di vita o di morte l’ho avuta molto prima di entrare nella Specula, durante l’ultima prova all’Accademia. Lì ho imparato a mantenere il sangue freddo in tutte le situazioni, anche quando ti ribolle il sangue per la sete di vendetta, per un torto subito. Anche quando ti torchiano per sapere cosa hai fatto davvero e dove eri quando il tuo compagno di studi cadeva accidentalmente dal tetto di un’insula, lasciandoci la pelle. Che ci volete fare, è inciampato sulla mia caviglia … poteva stare più attento invece di ubriacarsi dopo aver violentato la mia ragazza.

Poi è venuta la vita militare e il primo impatto violento con la realtà cruda della guerra: la rivolta dei Riformisti ha incendiato mezzo impero e anche noi dell’Accademia abbiamo contribuito – anche senza il consenso imperiale, ma pare che non ci serva – a tenerla a freno, quantomeno in Aegyptus e Cyrenaica, dove ero stanziato. I falchi sacri a Horus hanno volato ininterrottamente in quei giorni e le ombre della notte si fondevano nell’alba grigia a lasciar dietro di sé gole tagliate dalla giustizia di Seth. Ma in guerra si sa, come in amore, ogni arma è lecita e il farmi la schiava del mio centurione sotto al suo naso ha il vantaggio di farmi scoprire come quello sia un maledetto riformista e abbia fornito false informazioni per farci cadere in un’imboscata. Sua moglie, comunque, è stata molto più prodiga di informazioni … Incredibile quanto possano essere vendicative le donne gelose … e quanto amino gli uomini incappucciati, misteriosi e vestiti di bianco.

Frasi celebri
"È una questione di principio, la mia: bisogna ammazzare con stile."
- "Sedurre una donna arrabbiata: sesso e informazioni per me, guai per il cornuto di turno."


Per un botto in più…
L’ingresso nella Specula non è stato né scenico, né da grandi parate, cose queste che – devo ammettere – mi danno altamente sui nervi. Odio le grandi celebrazioni, anche se ne capisco le finalità, tutto sommato. I casini e le missioni sono iniziati sin da subito, alcune bene altre male, a fare un bilancio statistico per ora possiamo dire di essere in pari. Più o meno.

Forse il fatto che noi siamo la coorte XVII ha a che fare con la sfortuna che sembra perseguitarci… forse, chissà, certo è che quella volta dalle parti di Tarsus ce la siamo vista brutta, in quei cavolo di laboratori di alchimisti. D’accordo, alla fine abbiamo fatto un gran bel botto, minchia mi fischiano ancora le orecchie al ricordo, e la cicatrice che mi solca il petto, dove anche l’armatura si è squarciata mentre fuggivo via con quegli svalvolati dei miei compagni di coorte, mi ricorderà per sempre cosa ho rischiato per mettere al sicuro quelle ancelle cristiane… saranno anche tanto dedite alla castità, ma ragazzi… sanno come dimostrare la loro gratitudine quando il vescovo non guarda!
Beh, quanto meno per uno che ha rischiato la vita e si è visto rimandare indietro dagli inferi perché la barca di Caronte era già piena di traditori. Ma come sono assolutiste queste cristiane, per Diana! Di Tamer ce n’è per tutte, perché limitarmi alle gam… ehm! Alle braccia di una sola?

Frasi celebri
- "Adoro la notte, specie se è illuminata dai fuochi d’artificio."
- "Tornerò sempre, baby… Non c’è posto per me sul traghetto di Caronte."

Draghi da salvare, principesse da cavalcare.
È stato un caso, credo. Il Fato. Il volere degli dèi.
È stata una forza più grande, è la regola.

Nessuno può far male a un’indifesa sotto i miei occhi e sperare di farla franca. Di uscirne indenne. Figuriamoci vivo. Stavo addentrandomi nei meandri del tempio della Sibilla, c’erano un paio di sacerdotesse davvero niente male e delle tali finte pudiche… Stavo cercando un modo per passare inosservato davanti alla stanza della Sibilla dove sarei dovuto entrare più tardi per recuperare una cosetta, porta sorvegliata attentamente da due eunuchi, e non volevo sprecare composti magici. Non è che me li regalino, insomma… e poi per questo il mio vecchio manto e la mia vecchia scuola bastano e avanzano.



Quei criminali sono entrato vociando, pensando magari di parlare sottovoce e facendo un casino della malora. I due eunuchi sono morti senza un fiato, in compenso la Sibilla ha urlato con tutto il fiato che aveva in gola, ma non è bastato. I vigliacchi avevano chiuso a chiave i guardiani. In un primo momento avevo pensato di dileguarmi, in vista delle guardie in arrivo. Arrampicarsi sui tetti è stato facile, ma quando ho visto che tardavano ad arrivare gli aiuti… Non ce l’ho fatta. È la regola.

Sentire l’improvviso silenzio, rotto solo dai singhiozzi delle giovani accolite, il lamento funebre della notte quando anche la civetta di Minerva si è zittita per rispetto e Anubi o chi per esso scendeva sulla terra per accompagnare alla sua nuova vita la sibilla, beh… è semplicemente insopportabile.

Poi gli strepiti, le ragazze trovano nuova energia e gli energumeni finalmente escono allo scoperto, non possono certo fare a meno di passare per quella corte interna e vedo che trascinano per i capelli una giovane scalciante.

Non urla lei, ma tira calci come un mulo e graffia impietosa le mani di chi le tiene saldamente la chioma. Una cascata di riccioli castani, morbidi come la seta. Ma questo l’ho scoperto dopo. Dopo un secondo quella mano aveva mollato la presa, intenta a tastare curiosa il petto sfondato da dietro da un quadrello arrivato dal nulla.

Scendere e portare in salvo la ragazza è stato facile, circondare con le braccia il corpo magrissimo scosso dai singhiozzi e furente mentre litigava con quel bavaglio di fortuna, annusare il profumo speziato dei suoi capelli…sapeva di rosa canina. È stato tutto molto facile.

Poi inseguire gli altri tre e farli fuori lentamente, lasciandoli agonizzare nel loro sangue, imbavagliati come la ragazza è un sottile piacere che non ha prezzo, specie quando il mio istinto entra in perfetta comunione con il mio credo e con il dogma a cui sono consacrato. Un indifeso… va protetto e vendicato. Sempre. E poi… vuoi mettere il riconoscimento che la principessa di turno può prodigarti per averle salvato la vita a sprezzo (più o meno, ma non è necessario che lo sappia!) della tua?!

Peccato che, dopo, ho scoperto che sarebbe stata una mia compagna di squadra. Altro che principessa, quella è un drago! Che sfiga.

Frasi celebri
"Tu fai male a un indifeso e io te ne faccio altrettanto. Poi ti do anche gli interessi."
"Adoro queste situazioni turbolente: draghi da salvare, principesse da cavalcare..."


Veterani. Pensano di sapere tutto nella vita. Glielo lascio credere.
Ora, io non so bene cosa Haim avesse in mente quella volta. La squadra si era sparpagliata per la cittadina e io mi ero appena liberato di un gruppo di nemici inopportuno. Durante la guerra è difficile capire chi ti è veramente amico e chi no, noi quella volta… sinceramente, non avevamo capito un cazzo.

Poi ho visto Haim in mezzo alla folla coi forconi, in groppa al suo cavallo, lanciarsi come un pazzo in mezzo ai nemici! No, ma dico… altro che folle. Un cretino completo!

Per fortuna che sulla schiena teneva lo scudo, altrimenti ci avrei rimesso le penne. Le mie ombre sono magiche, ma non sono insensibile ai colpi… ‘tacci sua. Quel pilum mi ha trapassato il fianco e solo graffiato lui! E quel figlio di puttana ha avuto il coraggio di ringraziare gli dèi! Non me! Gli dèi!

Gli incantesimi lanciati mentre come ombra mentre ero agganciato a lui quelli cos’erano? Folgori del tuo divino Giove?!

Stronzo.

Neanche un fottuto grazie.

Lui nel combattimento corpo a corpo è una mezza sega. In compenso con i cavalli ci sa fare. Quando imparerà che le donne non sono cavalli e che vanno trattate meglio, allora imparerà anche a farsi delle sane trombate senza pagare un soldo!

Comunque sia, in quell’occasione, quando poi alla fine i facinorosi sono stati tutti messi in croce, l’ho visto storcere la bocca schifato. Non capisco perché. Sono dei traditori: vanno puniti. Punto.

Frasi celebri

"Adoro i cavalli. Specie ai ferri."
"In croce o meno, tu sei un traditore e io ti castigo."

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