SPECULA: struttura organizzativa - parte I

1 Premessa
Questo documento è stato realizzato come un compendio alle sessioni di gioco e alla stesura dei racconti di cui siamo protagonisti. Il periodo storico di riferimento è quello dell’Imperatore romano Diocleziano, salito al trono nell’anno 284 d.C., ma la realtà in cui questo documento ci immerge è quella di una linea temporale parallela, in cui i fatti storici che seguono il 284 d.C. non rispecchiano esattamente la Storia per come la conosciamo, ma seguono una linea alternativa scelta da noi. Per dare un taglio di maggior realismo a quanto segue, i nomi che qui appariranno saranno spesso scritti in latino e, dove possibile, ne verranno spiegati il significato e la traduzione. In ogni caso sarà possibile consultare il glossario posto alla fine di questo documento.
La Specula è nata da una prima stesura della struttura militare descritta nel gruppo di gioco ed è stata man mano rifinita nei dettagli fino a raggiungere la sua forma attuale, ovvero quella ufficiale per il periodo storico di riferimento. Ritenendo utile la critica al fine di comprendere il percorso creativo della Specula, essa viene riportata integralmente, come apparsa nelle versioni preliminari di questo stesso documento.


2 Il latino, i nomi e la Specula
Prima di inoltrarci nella parte centrale di questo documento, è necessario fare una parentesi sulla nomenclatura qui usata.
Con tutti i limiti impostici dal non aver studiato il latino a scuola, per poter declinare correttamente i termini latini utilizzati è stata necessaria un’infarinatura di come si usa la lingua latina, di cui riporto quelle poche cose che ho capito e che mi hanno guidato nella compilazione e nella scelta delle parole.
In italiano siamo abituati ad una struttura grammaticale in cui vengono usate molte “particelle” (come articoli e preposizioni) per cui, quando parliamo di qualcosa o qualcuno, per esprimerne la proprietà, la derivazione, la provenienza o altro siamo abituati ad anteporre l’articolo o la preposizione corretta al nome (sostantivo), come ad esempio nella frase “il corso degli esploratori”.
 In latino la stessa cosa viene resa con le declinazioni dei sostantivi e degli aggettivi, declinazioni che vengono rese tramite la radice della parola stessa a cui viene accodata una desinenza che cambia a seconda del genere (maschile, femminile o neutro), della classe o della categoria di declinazione (prima, seconda, terza, quarta o quinta declinazione). Per esempio, il termine latino “speculator” (esploratore, indagatore, spia) è un sostantivo maschile la cui radice “speculat” viene declinata con il cosiddetto Caso Nominativo (usato per rendere il sostantivo, nonché il sostantivo con l’articolo), ma esso cambia se declinato al femminile e se lo si pone al singolare o al plurale. Stessa cosa vale per il Caso Genitivo (che indica proprietà, come degli esploratori) e per tutti gli altri Casi del Latino (Dativo, Accusativo, Vocativo, Ablativo).


Un’eccezione a questa regola (o forse un suo caso particolare) è il titolo di questo documento, di stile medioevale che tardo-imperiale.

Un’ultima puntualizzazione riguarda la corrispondenza dei nomi latini tra persone e relative specializzazioni. Si è scelto di battezzare il reparto di una certa specializzazione con l’aggettivo della divinità a cui sono votati i suoi uomini, mentre gli uomini che appartengono a quella specializzazione si chiamano con il sostantivo della specializzazione o con i titoli da esso derivati. Ad esempio, la sottostruttura degli esploratori addestrerà e sarà composta da Exploratores (sostantivo maschile plurale), ogni titolo avrà come aggettivo Exploratorum (ad esempio il capo sarà il Magister Exploratorum, ovvero il Maestro degli Esploratori) ma la sottostruttura in sé si chiamerà Magisterium Dianius (ovvero Magistero di Diana, cioè sacro/consacrato a Diana). Per chiarezza, la seguente tabella ci guiderà nei capitoli successivi.

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